HomeNEWSPubblicità sociale8 marzo e parità di genere

8 marzo e parità di genere

Due campagne ancora attuali curate da Fondazione Pubblicità Progresso

In genere le ricorrenze come la Festa della Donna si rivelano troppo spesso occasioni per fiumi di retorica e di comunicazioni sociali piuttosto modeste.

Mi piace quindi riportare – e senza malcelato orgoglio – due campagne sul tema della parità di genere che furono fatte nel 2014 e 2015 quando ero presidente operativo della Fondazione Pubblicità Progresso.

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Durante i venti anni di quel mandato, ho sempre puntato a fare realizzare campagne che ottenessero risultati misurabili o portassero a reali modifiche nei comportamenti sociali.

Sollecitati da queste indicazioni, il gruppo di lavoro della Young&Rubicam guidato allora dal Direttore Creativo Vicky Gitto, creò due progetti che ottennero grande visibilità e consenso.

Basati entrambi sul concetto della candid camera, il primo dimostrava -. come dicevano le ricerche – lo sgradevole livello di un ancora diffuso approccio verso le donne. Eravamo convinti che per agire correttamente occorresse prima prendere atto del contesto.

L’anno dopo decidemmo di trattare un tema ancora oggi bollente, il gap salariale tra uomo e donna.

Dopo un casting molto accurato, mandammo ad un colloquio di lavoro una attrice che ritornò per lo stesso posto truccata da uomo.

Il risultato diede molto da pensare, specie ai direttori del personale…

Come nostra abitudine, la campagna era accompagnata da un ricco e articolato sito di servizio www.puntosidute.it (che attualmente pare poco aggiornato) in cui si potevano trovare i centri antiviolenza più vicini, la notizie, gli articoli e gli approfondimenti del giorno sul tema della parità e delle donne, i libri e gli spettacoli sull’argomento, le più creative campagne sociali di tutto il mondo sulla parità e altro ancora. Con l’obiettivo di far diventare il sito non la solita vetrina ma uno strumento di aiuto e conoscenza. 

A dimostrazione che la comunicazione sociale deve essere di servizio, non limitandosi a fare un pò di emozione (quando ci riesce…).

Molto azzeccata fu la campagna stampa, con un concept fotografico che si potrebbe definire fulminante.

Professionalmente ci siamo “divertiti” davvero molto, in quel clima straordinario che non permette di capire qual è il cliente è qual è l’agenzia, tali sono gli ambiziosi obiettivi condivisi da professionisti competenti.

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