HomeNEWSDati e tendenzeAmnesty International: nel 2023 passi indietro sul fronte dei diritti

Amnesty International: nel 2023 passi indietro sul fronte dei diritti

Il report annuale fotografa la situazione in 155 Paesi

Il report annuale di Amnesty International è stato presentato lo scorso 24 aprile  e fotografa la situazione dei diritti umani in 155 stati al 31 dicembre 2023.

Il collasso del primato del diritto è destinato ad aggravarsi col rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale e il dominio di Big Tech. Senza una regolamentazione di questi sviluppi, il mondo rischia un “sovraccarico” di violazioni dei diritti umani.

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Con milioni di persone in fuga dai conflitti in tutto il mondo, il rapporto rileva come le tecnologie siano state utilizzate per disumanizzare la gestione del fenomeno migratorio e il controllo delle frontiere, anche attraverso l’uso di strumenti elettronici alternativi alla detenzione, l’automazione delle tecnologie di esternalizzazione delle frontiere, software di raccolta dati e sistemi biometrici e algoritmici utilizzati per prendere decisioni. La proliferazione di queste tecnologie perpetua e rafforza la discriminazione, il razzismo e la sorveglianza sproporzionata e illegale ai danni delle persone razzializzate.

Secondo l’Associazione “sono stati fatti gravi passi indietro sul fronte dei diritti anche a livello europeo” ; l’accento è posto sulla “recentissima approvazione del patto sulla migrazione e l’asilo, con misure che di fatto indeboliscono le tutele per le persone migranti, restringono l’accesso all’asilo, allargano le maglie della detenzione amministrativa nelle procedure di frontiera”.

Prosegue Amnesty “misure che sono chiamate ad attuare proprio i Paesi ai confini esterni dell’Unione europea, come l’Italia, rischiando di fatto di introdurre come prassi la detenzione prolungata e arbitraria in violazione del diritto internazionale dei diritti umani”.

“L’impunità per le violazioni dei diritti umani e i crimini di diritto internazionale è rimasta diffusa e molti paesi hanno continuato a sfuggire al controllo internazionale”, si legge nel documento.

“Derive autoritarie permeano molti governi europei” per questo secondo Amnesty “le elezioni di giugno sono particolarmente importanti” .

“Pratiche e idee che potremmo definire “autoritarie” hanno permeato molti governi e società in tutta Europa, intaccando la libertà di espressione e di associazione, colpendo l’uguaglianza di genere, ed erodendo i diritti sessuali e riproduttivi”.

Il rapporto è scaricabile qui

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