Amsterdam ha vietato le pubblicità che promuovono il consumo di carne o di combustibili fossili, negli spazi pubblici.
Il divieto è scattato il 1 maggio 2026 e – come racconta il sito della BBC – le pubblicità di hamburger, auto a benzina e compagnie aeree sono state rimosse da cartelloni pubblicitari, pensiline dei tram e stazioni della metropolitana.
Il divieto riguarda anche ristoranti e fast-food che vendono carne, auto alimentate a combustibili fossili, i voli aerei e le crociere. È applicato solo negli spazi pubblici gestiti dal Comune, come insegne stradali e cartelloni appesi alle fermate di autobus e tram; non riguarda quindi luoghi privati come le vetrine dei negozi, i giornali o altri media.

L’obiettivo dell’operazione
L’iniziativa è stata promossa dai politici locali al fine di allineare la città all’obiettivo di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e spingere verso un dimezzamento del consumo di carne. Il consumo di combustibili fossili e gli allevamenti intensivi sono fra le attività che producono le più grandi quantità di gas serra: le loro limitazioni sono considerate necessarie dai movimenti ambientalisti per evitare gli effetti peggiori dei cambiamenti climatici.
Il divieto segue anche l’appello lanciato nel 2024 dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres: “Molti governi vietano la pubblicità di prodotti dannosi per la salute, come il tabacco. Invito tutti i Paesi a fare lo stesso con le aziende dei combustibili fossili”.
Amsterdam è quindi la prima capitale europea a vietare le pubblicità che promuovono il consumo di carne o di combustibili fossili, negli spazi pubblici, seguendo la linea già tracciata da altre città dei Paesi Bassi e d’Europa.

Il caso francese
Il 23 aprile, il governo francese ha annunciato alla stampa l’intenzione di pubblicare, “entro la fine del 2026”, un decreto che vieta la pubblicità “relativa alla commercializzazione o alla promozione dei combustibili fossili”. In Francia esiste dal 2021 una legge che vieta le pubblicità dei combustibili fossili, ma di fatto è ancora inapplicata.
La situazione italiana
In Italia, Firenze e Genova sono le apripista. Entrambi i Comuni hanno approvato nel 2026 delle mozioni per valutare lo stop alle pubblicità di carbone, gas e petrolio, incluso il settore aereo e crocieristico, su impianti pubblicitari comunali.
Al momento, però, nessuna grande città italiana è arrivata a far entrare in vigore un divieto su questo tipo di pubblicità.
Secondo il Wwf, “in Italia circa il 75% delle emissioni di ammoniaca proviene dalla zootecnia intensiva: una sostanza che, una volta rilasciata in atmosfera, contribuisce alla formazione di PM2,5, le polveri sottili responsabili di circa 50.000 morti premature ogni anno. Non a caso gli allevamenti intensivi sono la seconda fonte di particolato fine nel nostro Paese (circa il 17% del totale), superando trasporti (14%) e industria (10%)“.