E’ la settimana del Black Friday anche per le agenzie specializzate del Brasile -come Vicenza Cidadania o Terra Nostra Cidadania Italiana – che offrono sconti fino al 50% per chi vuole diventare cittadino italiano.

Gli annunci pubblicitari spiegano come tra i «vantaggi» della cittadinanza italiana ci sono: “l’accesso agli Stati Uniti senza colloquio consolare; l’accesso gratuito a 27 paesi dell’Unione Europea; l’accesso al sistema sanitario del primo mondo (Italia); lo sfuggire alla coda per l’immigrazione».

Sono almeno 60 milioni le persone di sicura origine italiana che vivono al di fuori dell’Italia, più dell’attuale popolazione italiana residente ( 58,9 milioni di persone) che per lo ius sanguinis (il diritto basato sui legami di sangue), secondo la legge italiana da diritto alla cittadinanza italiana, senza limiti di tempo a chi ha un avo italiano.
La legge risale al codice civile del 1865 e non è stata cambiata dalla riforma del 1992 e stabilisce che una persona che ha un solo antenato italiano all’ottava generazione viene considerata «oriunda» e ha diritto a essere riconosciuta come cittadina italiana, anche se non è mai stata in Italia, non conosce la lingua del nostro Paese, non ha mai avuto nessun tipo di rapporto con la cultura del nostro Paese.
Paradossalmente, la stessa legge è quella che decreta che ragazzi di 17 anni che sono nati in Italia, ci hanno sempre vissuto e studiato non siano cittadini italiani se i loro genitori sono stranieri.
Le agenzie di consulenza per l’immigrazione sfruttano questa legge per far ottenere ai loro clienti la cittadinanza italiana, in alcuni casi (come in questa settimana del Black Friday) anche a prezzo scontato.
Questo porta migliaia di richieste: solo in Veneto l’anno scorso sono state 12 mila le domande di naturalizzazione da parte di cittadini brasiliani. E poichè si tratta di richieste di gruppi familiari che riguardano fino a 10-15 persone, i richiedenti effettivi sono tra i 100 e i 150 mila .Questo ha un effetto di grande impatto anche sulla giustizia italiana: sempre l’anno scorso il 73% di tutte le cause civili del tribunale di Venezia aveva come oggetto l’accertamento della cittadinanza iure sanguinis.
Le richieste di diventare italiani sono spesso fatte da persone che non hanno nessun rapporto con l’Italia e non hanno nessuna intenzione di averlo, ma vogliono la nostra cittadinanza per ottenere i vantaggi pubblicizzati dalle agenzie brasiliane: alcuni usano la cittadinanza italiana per trasferirsi in altri Paesi europei, come la Spagna, altri la vogliono per andare negli Stati Uniti, dove dal 1986 i cittadini italiani sono esentati dal visto.
La legge ha potenzialmente conseguenze significative anche sulla sovranità italiana e per questo il Tribunale di Bologna lo scorso 27 novembre ha ipotizzato che sia incostituzionale, rinviandola alla Corte costituzionale con un ordinanza che riguarda il caso di 12 brasiliani che hanno chiesto di diventare italiani perché discendono da una donna nata a Marzabotto nel 1874.
Come si legge nell’ordinanza di rinvio alla Corte costituzionale, «l’arbitrario riconoscimento della cittadinanza a chiunque sia nato in una lontana area del pianeta, diversa dal territorio nazionale, in tutta evidenza comprometterebbe seriamente il diritto del popolo italiano di esercitare la sovranità».