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Corporate Sustainability Reporting Directive, gli esperti analizzano la CSRD

Da Consob all'Efrag: a Roma un convegno per raccontare la rivoluzione della Direttiva CSRD

Si è tenuto a Roma, presso la Delegazione della Regione Lombardia un assai partecipato convegno sulla Direttiva Europea CSRD, organizzato e promosso da Ispromay e Fondazione della Comunità Veronese, con il supporto scientifico del Centro per la Responsabilità Sociale S.Bernardino e la partnership di Join Group.

L’acronimo significa Corporate Sustainability Reporting Directive, che si colloca nell’ambito del Green Deal Europeo. La Direttiva dovrà essere implementata dagli Stati Membri entro il 6 luglio 2024.

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Obiettivo dell’incontro è stato quello di analizzarne i contenuti e le implicazioni, valutando sia gli aspetti positivi che quelli critici, che non mancano, visto che a detta degli stessi sostenitori dell’Agenda 2030 come ad esempio la Goldman Sachs, diversi obiettivi si stanno dimostrando al momento irraggiungibili.

La CSRD intende consentire l’accesso da parte di investitori e stakeholders ad un’informativa sulla sostenibilità, per singola impresa o gruppo maggiormente dettagliata, chiara e quanto più possibile standardizzata ed esaustiva, con evidenti conseguenze positive per il mercato finanziario in termini di completezza informativa, trasparenza e comparabilità dei dati.

Importante è l’ottica della “doppia rilevanza”: non è rilevante solamente l’impatto delle attività dell’impresa sulle persone e sull’ambiente, ma anche il modo in cui le questioni di sostenibilità incidono sull’impresa.

L’introduzione di obblighi di rendicontazione più dettagliati includono informazioni necessarie alla comprensione dell’impatto delle attività dell’impresa sugli aspetti ambientali (es. mitigazione dei cambiamenti climatici, uso delle risorse e l’economia circolare, adattamento ai cambiamenti climatici), sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani (es. pari opportunità, formazione e sviluppo delle competenze, condizioni di lavoro)e alla lotta contro la corruzione, con visioni prospettiche e retrospettive.

Nelle intenzioni di Bruxelles la direttiva dovrebbe ridurre il greenwashing, rafforzare l’economia sociale del mercato Ue e gettare le basi per standard di trasparenza sulla sostenibilità a livello mondiale. Se da una parte la Direttiva si pone come un’opportunità strategica per le aziende, che potrebbero beneficiare di un vantaggio competitivo –  poiché la trasparenza e la sostenibilità diventano sempre più importanti per i consumatori, gli investitori e i regolatori –  dall’altra parte è innegabile che essa presenti una complessità normativa come anche una mancanza di coerenza tra le normative nazionali e internazionali, che potrebbe creare confusione per le aziende operanti a livello globale. Altre questioni importanti riguardano la responsabilità giuridica e gli aspetti sanzionatori.

La discussione e la collaborazione tra aziende, regolatori e altri stakeholder sono quindi fondamentali per realizzare pienamente gli obiettivi della CSRD.

Nell’aprire il Convegno, Andrea Salini, Dirigente Delegazione Roma Regione Lombardia ha anche presentato la quinta edizione del Forum regionale per lo sviluppo sostenibile, che si terrà tra settembre e ottobre 2024 con quattro eventi sul territorio e una giornata conclusiva nella sede di Milano, dimostrando il grande interesse che la Regione ha sviluppato per queste tematiche.

Luigi Bobba, Presidente Fondazione Terzjus, ha voluto fare un confronto critico tra le modalità applicative e i potenziali effetti della Direttiva CSRD, soffermandosi sul punto debole dei criteri di misurazione ESG, sulla diffusione delle pratiche di volontariato aziendale, e sul fenomeno emergente del volontariato di competenza.

Giovanni Mantovani, Presidente Fondazione Comunità Veronese ha fatto rilevare come le partnership tra aziende e organizzazioni quali le Fondazioni di Comunità possono essere cruciali per rispettare i parametri della CSRD, presentando alcuni modi in cui queste collaborazioni possono essere strutturate e i benefici che ne possono derivare.

Chiara Del Prete, Presidente del Technical Expert Group di EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), in collegamento on line, ha svolto una dettagliata analisi di tutti i complessi aspetti tecnici che riguardano l’implementazione della Direttiva CSRD.

Carmela Borsino, Senior Advisor Consob, ha messo l’uditorio al corrente del ruolo che sta svolgendo la Consob collaborando con il MEF e partecipando al tavolo per la finanza sostenibile.

Federico Fioretto, Presidente e CEO Exsulting ha voluto sottolineare che la CSRD non è una norma isolata, ma nasce nell’ambito del Green Deal europeo, con uncomplesso di norme e linee guida in vertiginoso sviluppo, che riflette anche, essendone in parte ispiratrice, un trend globale che influenza e influenzerà sempre di più il modo di fare impresa.

Siu Lie Tan, Domain Expert for TITAN, Università di Delft, ha illustrato come l’esperienza del progetto TITAN, finanziato dall’Horizon Europe della Commissione Europea, sia utile per comprendere come raggiungere gli ambiziosi obiettivi del Green Deal in particolare nella catena alimentare.

Isabella Manfredi, Chief Sustainability And Communication Officer Feralpi Group, si è detta sicura che la CSRD porterà le informazioni legate alla sostenibilità allo stesso livello di importanza oggi riservato a quelle finanziarie. Feralpi ha deciso di anticipare volontariamente e di due anni gli obblighi della CSRD: per questo la Relazione sulla Gestione e il Sustainability Statement 2023 sono stati uniti in un unico documento, il Bilancio Integrato 2023.

Andrea Rotondo, Presidente Confartigianato Roma ha osservato come la sfida ambientale, l’emergenza energetica e le trasformazioni sociali ci obblighino a ripensare ad un modello di crescita che faccia leva sulla qualità del produrre, sul rispetto dell’ambiente e delle persone. Per Confartigianato tutto ciò significa costruire uno sviluppo che faccia leva sulle piccole imprese diffuse di territorio che sperimentano già tre sostenibilità: economica, sociale, ambientale.

Michelangelo Suigo, External Relations, Communication, Sustainability Director di Inwit ha spiegato che INWIT ha intrapreso nel 2020 un percorso volto all’implementazione di un modello di business sostenibile, concretizzato a partire dalla governance con la costituzione di un Comitato Sostenibilità e di un presidio organizzativo dedicato. Ulteriori tasselli di questo percorso sono l’approvazione di policy legate ad aspetti di biosostenibilità e la definizione di un Piano di sostenibilità, Integrato nel Piano Industriale, articolato nelle tre aree ESG.

Alessandra Bucci, Presidente Join Group ha affermato che la sostenibilità non è solo un obbligo normativo, ma un’opportunità di business, finanziaria e un impegno non formale verso gli stakeholder, per cui la CSRD diventa lo strumento principale di tale impegno. Ha auspicato un’interoperabilità tra Direttiva CSRD e legge delle Società Benefit, visto che sono la forma giuridica italiana più profonda e concreta di impegno sociale e ambientale verso gli stakeholders.

In sintesi si è trattato di una mattinata assai intensa, priva di interventi retorici, e ricca invece di molti spunti di lavoro, assai apprezzati da un uditorio di specialisti del settore.

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