Se il 2023 era stato l’anno nero per le nascite, il primo semestre del 2024 ha purtroppo confermato la tendenza: rispetto allo stesso periodo del 2023 in Italia sono nati 4.600 bambini in meno.
Per ogni 1.000 residenti in Italia sono nati poco più di sei bambini.
Lo dicono i dati provvisori dell’Istat nel report sulla natalità e la fecondità.
Il numero medio di figli per donna è rimasto invece invariato, rispetto al 2023, ma è in flessione risetto all’anno precedente.
Il trend negativo è iniziato nel 2008. Da allora il calo è stato del 43,1%.
La diminuzione dei nati è attribuibile per la quasi totalità al calo delle nascite da coppie di genitori entrambi italiani, che costituiscono oltre i tre quarti delle nascite totali e che sono circa 12mila in meno rispetto al 2022 (-3,9%) e 181mila in meno rispetto al 2008 (-37,7%).
Si registra però un calo di nascite anche tra coppie di cui almeno un genitore è straniero (-1,5%) e tra quelli in cui lo sono entrambi (-3,1%).
Il calo delle nascite è si deve anche ai mutamenti strutturali della popolazione femminile in età feconda, convenzionalmente fissata tra i 15 e i 49 anni. Le donne comprese in questa fascia di età sono sempre meno numerose.
L’Italia si avvicina al minimo storico di 1,19 registrato nel 1995
E’ di 31,7 anni l’età media delle madri alla nascita del primo figlio in Italia nel 2023 mentre nel 1995 era 28 anni, aumentando lievemente rispetto al 2022, passando da 32,4 anni a 32,5 anni nel 2023.
L’età media al parto è più alta per le italiane (33,0) rispetto alle straniere (29,7). Rispetto al 1995, l’età media alla nascita dei figli è aumentata di oltre due anni e mezzo.
Nel 2023, contrariamente a quanto osservato negli ultimi anni, i figli nati fuori dal matrimonio sono lievemente diminuiti, con un calo di poco più di 2mila unità sul 2022. La loro incidenza sul totale delle nascite continua però a crescere (42,4% nel 2023, +0,8 punti percentuali sul 2022), sebbene in misura inferiore rispetto alla crescita media registrata nel periodo 2008-2022 (+1,5 annuo).
In particolare, ad aumentare in misura lievemente maggiore rispetto al 2022 è la quota di nati da genitori che non sono mai stati coniugati (dal 35% al 35,9%) mentre rimane stabile la quota di nascite da coppie in cui almeno un genitore proviene da una precedente esperienza matrimoniale (dal 6,6% al 6,5%).