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Ecodesign: operativo nel breve il regolamento europeo

Obiettivo è rendere più sostenibili, duraturi e riparabili i prodotti, a cominciare dalla fase di progettazione

Dopo l’accordo dello scorso dicembre tra Parlamento e Consiglio sulla revisione del quadro di progettazione ecocompatibile dell’UE per i prodotti sostenibili, sta per diventare operativo il regolamento Ecodesign che mira a migliorare vari aspetti dei prodotti durante il loro ciclo di vita per renderli più durevoli e affidabili, più facili da riutilizzare, aggiornare, riparare e riciclare, e che utilizzano meno risorse, energia e acqua.

A differenza delle precedenti norme europee sull’Ecodesing, che riguardavano solo gli aspetti energetici, la misura ora riguarda l’intera progettazione di quasi tutti i prodotti sul mercato interno (ad eccezione di alimenti, mangimi, medicinali).

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L’estate scorsa l’Europarlamento aveva chiesto l’inasprimento di alcune norme, con l’obiettivo di contrastare l’obsolescenza programmata e stabilire il divieto immediato alla distruzione di prodotti invenduti.

I requisiti specifici dei diversi prodotti saranno delineati dalla Commissione attraverso la legislazione secondaria (atti delegati). La Commissione avrà come priorità una serie di gruppi di prodotti nel suo primo piano di lavoro da adottare entro nove mesi dall’entrata in vigore della nuova legislazione che includono ferro, acciaio, alluminio, prodotti tessili (in particolare indumenti calzature), mobili, pneumatici, detergenti, vernici, lubrificanti e prodotti chimici.

I prodotti devono essere progettati fin dall’inizio perché siano facili da riparare e riutilizzare attraverso la consultazione di manuali di istruzioni.

Una delle grandi novità della norma presentata dalla Commissione europea è il passaporto digitale dei prodotti, che conterrà informazioni accurate e aggiornate, e consentirà ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli. In pratica conterrà tutte le informazioni in merito all’impatto ambientale e, soprattutto, sulla semplicità e i costi di riparazione del prodotto.

Secondo il testo concordato, la Commissione gestirà un portale web pubblico che consentirà ai consumatori di cercare e confrontare le informazioni contenute nei passaporti dei prodotti.

Il regolamento ha limitato anche la pratica di distruggere i beni invenduti. Gli operatori economici che distruggono i beni invenduti dovranno comunicare annualmente le quantità di prodotti scartati e le relative motivazioni. Sarà’ vietata la distruzione di abbigliamento, accessori di abbigliamento e calzature invenduti, entro due anni dall’entrata in vigore della legge (sei anni per le medie imprese). Nella proposta del Parlamento anche i prodotti elettronici rientravano nel decreto, ma l’accordo li ha stralciati dal divieto.

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