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Gender gap: solo 8 donne su 100 sono Ceo di una società quotata

Lo afferma il report Women (Still) Hold Up Half the Sky di Goldman Sachs.

Il gender gap è ancora lontano dall’essere superato. Nonostante si sia registrato un miglioramento negli ultimi anni, secondo il report Women (Still) Hold Up Half the Sky di  Goldman Sachs, a livello globale la parità di genere è ancora lontana.

Il report analizza diversi settori, a cominciare da quello dell’istruzione, in cui si è registrato un miglioramento: nei Paesi emergenti, il 50% delle donne possiede un’istruzione superiore, a fronte del 20% dei primi anni 2000 e questo ha comportato un aumento delle donne lavoratrici.

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Per quanto riguarda il settore della partecipazione al mondo del lavoro, la percentuale di donne in età lavorativa che hanno un impiego è del 73% a fronte dell’85% degli uomini; nei Paesi emergenti, la percentuale scende al 58% contro il 71 % degli uomini.

Se alcuni Paesi del Medio Oriente hanno registrato miglioramenti –il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti o l’Arabia Saudita- in Egitto e in India la presenza femminile la lavoro è scesa al 20% . Le situazioni peggiore si registrano in Iraq e in Giordania.

Per quanto riguarda la presenza femminile ai vertici delle imprese, Sharon Bell e Sara Grut, autrici del report, sottolineano che «Quasi tutti i Paesi hanno visto aumentare la rappresentanza femminile nei consigli di amministrazione, soprattutto nella maggior parte dei Paesi europei e negli Stati Uniti oltre il 30%, con alcuni Paesi al di sopra del 40% (Norvegia e Francia).

Anche in alcuni dei mercati emergenti si sono registrati incrementi: in Sudafrica la rappresentanza delle donne nei cda delle società quotate è balzata dal 19% nel 2016 al 34%, e in Brasile dal 6% al 19%.

Il divario retributivo di genere si è ridotto: attualmente è del 18% nei Paesi emergenti e 23% nei Paesi sviluppati,  tra questi hanno fatto meglio la Colombia, la Spagna e la Norvegia e un aumento si è registrato in Italia, Cile e Turchia mentre in alcune zone dell’Asia, come in Corea o in Giappone la situazione è peggiorata.

Migliora leggermente anche la leadership femminile con un maggior numero di donne nei Parlamenti;  si conta anche circa un terzo di donne in ruoli dirigenziali nelle aziende, ma, nei Paesi sviluppati solo 8 donne su 100 sono Ceo di una società a maggiore capitalizzazione, e il numero si riduce a 6 su 100 nei Paesi emergenti .

Anche in questo caso la situazione peggiore è quella dei  Paesi del Medio Oriente e dell’Asia, mentre i più virtuosi sono la Norvegia e la Francia. In miglioramento alcuni mercati emergenti: in Sud Africa, per esempio, la rappresentanza delle donne nei consigli di amministrazione delle società quotate è passata dal 19% del 2016 al 34% attuale, in Brasile dal 6% al 19%.

La leadership femminile nei settori della tecnologia è scarsamente rappresentata: solo il 20% dei professionisti nell’intelligenza artificiale e il 18% degli utenti nelle più grandi piattaforme globali di data science online. Lo stesso dicasi per il settore finanziario.

In generale, si può parlare di piccoli e lenti miglioramenti, ma bisogna fare di più perché il raggiungimento della parità di genere nel mondo del lavoro è fondamentale, tendendo conto anche del fatto che, se il gap fra i due sessi fosse ridotto alla metà di quello attuale, a livello di Pil potrebbe esserci un guadagno stimato di 5-6 punti percentuali.

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