Ricorre oggi la Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze.
Purtroppo, nel mondo, sono più di 3,1 miliardi quelle che vivono in Paesi dove i diritti umani non sono tutelati.
Lo riporta “Indifesa 2024”, il dossier di Terre des hommes: in Afghanistan alle donne è vietato parlare in pubblico; in Sierra Leone più di 8 donne su 10 hanno subito mutilazioni genitali femminili; 122 milioni di bambine e ragazze nel mondo non vanno a scuola, oltre la metà di loro vive nell’Africa sub-sahariana. 21 milioni sono le minorenni che sono rimaste incinte mentre oltre 600 milioni di bambine vivono in Paesi in guerra dove rischiano di essere vittime di molestie, violenza, rapimenti.
In Italia il rapporto evidenzia un boom di maltrattamenti in famiglia e bambine e ragazze sono la maggioranza delle vittime di reati a danno di minori. Non sono migliorati, rispetto agli anni passati, gli indicatori riferibili a uguaglianza di genere e su lavoro. E c’è allarme anche per la salute mentale dei più giovani: si registra infatti un aumento di accessi ai servizi di salute mentale, soprattutto da parte delle ragazze.
I dati sono stati presentati lo scorso 8 ottobre alla Camera dei Deputati – alla presenza del Presidente della Camera on. Lorenzo Fontana, e della Vice Questore della Polizia di Stato Eugenia Sepe – e sono forniti dal Servizio Analisi Criminale della Direzione Centrale della Polizia Criminale. Sono 6.952 i reati a danno di minori in Italia nel 2023: in media 19 al giorno, 95 in più rispetto al 2022. Con un aumento del 35% in 10 anni e addirittura dell’89% dal 2006. I reati più diffusi sono i maltrattamenti in famiglia: ben 2.843 casi, con un incremento del 6% dal 2022 e più del doppio dal 2013.
Bambine e ragazze sono il 61% delle vittime di reati a danno di minori, perché i crimini sono soprattutto di natura sessuali: a partire da violenza sessuale e violenza sessuale aggravata, passando per gli atti sessuali con minorenni, detenzione di materiale pornografico e corruzione di minorenne, fino alla prostituzione e pornografia minorile. Per tutti questi reati, la maggioranza è a danno di bambine e ragazze.
“I dati dimostrano un incremento delle denunce da parte delle vittime. Ciò significa che le azioni intraprese dalle Forze di Polizia sul fronte delle campagne di informazione, tese a scardinare gli ostacoli di carattere socioculturale che hanno alimentato ed alimentano ancora le violenze e gli abusi sui minori, stanno producendo risultati che confermano il rapporto di fiducia instaurato con le vittime. Un risultato, tuttavia, che non distoglie il nostro sguardo dal ‘numero oscuro’ di casi non denunciati e da tutti quei delitti che si consumano nel “mondo virtuale” dove i minori sono sempre più esposti ed indifesi”, ha dichiarato la dott.ssa Eugenia Sepe, vicequestore Polizia di Stato.
“Due fattori, che devono farci riflettere, emergono dagli ultimi dati dei reati sui minori – ha dichiaratoPaolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes– In primo luogo, l’immagine della famiglia come luogo sicuro e accogliente, come nido in cui i bambini possono crescere per imparare a spiccare il volo, mostra più di una crepa e chiama in causa tutti i nostri sforzi affinché i genitori non debbano affrontare in solitudine una fragilità che appare sempre più evidente. In secondo luogo, la violenza, soprattutto quella fisica, continua a consumarsi in maggioranza sul corpo delle bambine e delle ragazze e questo, non ci stancheremo mai di dirlo, costringe tutti noi a non mollare la presa su una battaglia culturale, per superare la struttura patriarcale e creare una società più inclusiva fondata sul rispetto dell’altro, che è ancora lontana dal produrre i cambiamenti sperati”.
Secondo l’Istituto Superiore della Sanità, il 52% delle ragazze ritiene che la pandemia abbia avuto un impatto negativo sulla propria salute mentale, mentre per i maschi ha inciso per il 31%. Il malessere aumenta con l’età: tra gli undicenni è stato riscontrato dal 33% delle bambine e dal 25% dei bambini, mentre tra i teenagers di diciassette anni lo ha vissuto il 66% delle ragazze e il 41% dei maschi.
La Campagna InDifesa di Terre des Hommes, è nata nel 2012, in occasione della prima Giornata mondiale delle bambine e ragazze e ha come obiettivo quello di sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulle gravi violazioni dei diritti delle bambine e delle ragazze che ogni giorno si verificano nel mondo e sull’importanza di assicurare loro protezione e sostegno. Nel 2023 sono state 372.000 le bambine e ragazze beneficiarie dirette dei progetti di Terre des Hommes per l’educazione inclusiva di qualità, la prevenzione di matrimoni e gravidanze precoci, il contrasto allo sfruttamento lavorativo, la protezione di bambine e bambini rifugiati e di ragazze vittime di abusi e violenze in diversi paesi del mondo.
In Italia Terre des Hommes collabora con scuole, federazioni sportive e istituzioni per coinvolgere ragazze e ragazzi in attività di formazione e sensibilizzazione volte a favorire la partecipazione giovanile e il protagonismo delle giovani generazioni sui temi del contrasto alla discriminazione e violenza di genere.