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Giornata mondiale contro il lavoro minorile

Si celebra il 25° anniversario dell’adozione della Convenzione OIL n.182

La Giornata mondiale di quest’anno si concentrerà sulla celebrazione del 25º anniversario dell’adozione della Convenzione OIL n. 182 sulle forme peggiori di lavoro minorile (1999), che, nel 2020, è stata la prima Convenzione dell’OIL (Organizzazione Internazionale del L avoro) ad essere ratificata universalmente.

Sebbene nel corso degli anni siano stati compiuti molti progressi nella riduzione del lavoro minorile, negli ultimi anni si è assistito a un’inversione di tendenza a livello mondiale e, ora più che mai, è importante unire le forze per accelerare l’azione volta a porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme.  Con l’adozione dell’Obiettivo di sviluppo sostenibile 8.7, la comunità internazionale si è impegnata ad eliminare il lavoro minorile in tutte le sue forme entro il 2025.

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In Italia, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha dichiarato:

«L’art. 32 della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza riconosce il diritto di ciascun bambino ad essere protetto dallo sfruttamento economico e da qualsiasi lavoro pericoloso.

L’Unione europea ha sviluppato opportunamente iniziative tese alla applicazione di questi principi, con i recenti provvedimenti che responsabilizzano le imprese lungo tutta la catena del valore e impongono il divieto di commercializzazione di beni realizzati con il lavoro forzato, a maggior ragione quello che impiega bambini.

Il contrasto all’abbandono scolastico – fenomeno presente anche nel nostro Paese – costituisce un importante argine allo sfruttamento del lavoro minorile.

Le guerre e la povertà strappano le bambine e i bambini alla vita, obbligandoli ad abbandonare la scuola per forme di lavoro ignobili, molto spesso illegali e clandestine, sottraendo loro l’infanzia, compromettendo in modo irreversibile il loro sviluppo psico-fisico e il loro futuro.

Tra i migranti sono tanti i minori non accompagnati che rischiano di diventare forza lavoro fantasma, di svolgere mestieri inconciliabili con la loro età o addirittura di sparire nell’illegalità sotto gli occhi di quelle comunità a cui si sono affidati abbandonando le loro terre di origine.

Per eliminare le cause profonde del fenomeno e proteggere i diritti dei fanciulli è necessario un approccio che coinvolga governi, organizzazioni, imprese, comunità e individui, per un ambiente in cui le bambine e i bambini possano crescere sani, istruiti e liberi, senza correre il rischio di essere privati della loro età».

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