HomeAmbienteGiornata mondiale delle Api 2026: proteggiamo i nostri impollinatori

Giornata mondiale delle Api 2026: proteggiamo i nostri impollinatori

In Italia circa il 22% delle specie sono a rischio di estinzione e dalle istituzioni non sono state ancora adottate misure per rimuovere le principali minacce.

Oggi ricorre la 9° “Giornata mondiale delle Api”, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza degli impollinatori, sulle minacce che affrontano e sul loro contributo allo sviluppo sostenibile. 

Si tratta di una ricorrenza sentita e accolta da istituzioni, scuole, associazioni al fine di tenere alta l’attenzione sulla tematica.

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“Siate uniti per le persone e per il pianeta” è lo slogan dell’edizione 2026 e si propone di mettere in evidenza la lunga collaborazione tra genere umano e ape mellifera. Quella italiana – della sottospecie Apis mellifera Ligustica originaria della nostra Penisola, insieme all’Apis mellifera Sicula, endemica della Sicilia – rappresentano il primo impollinatore (il 90% di tutti gli insetti utili presenti nei nostri ecosistemi), diffuso in modo capillare negli ambienti rurali, urbani, periurbani e naturali. Un’ape specializzata sia in campo aperto, sia nelle produzioni in serra.

Giornata Mondiale delle Api 2026

Come ricorda l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, “gli insetti impollinatori svolgono funzioni ecologiche vitali che sostengono la biodiversità globale, la sicurezza alimentare e l’equilibrio degli ecosistemi. Circa il 90% delle piante selvatiche a fiore nel mondo dipende dal trasporto del polline effettuato dagli insetti per potersi riprodurre. Si stima che il 75% delle principali colture agrarie mondiali (tra cui ortaggi, frutta, frutta a guscio e foraggio) tragga beneficio dall’attività degli insetti. Infine, concorrono indirettamente alla mitigazione dei cambiamenti climatici, supportando la salute degli ecosistemi forestali e naturali, fondamentali per l’assorbimento della CO2.”

L’indicatore di ISPRA

ISPRA dal 2015, all’interno dell’Annuario dei Dati Ambientali, cura la pubblicazione e l’aggiornamento dell’indicatore “Moria di api dovuta a uso di fitosanitari”. Le analisi condotte nell’ultimo decennio rivelano un uso spesso improprio dei fitosanitari. Anche nel 2024, i piretroidi — utilizzati sia in agricoltura sia nelle disinfestazioni urbane contro le zanzare — risultano tra le sostanze più rinvenute nei campioni. 

Lo stato delle popolazioni nel nostro Paese è considerato critico, riflettendo il trend negativo che sta colpendo l’intero continente europeo. In Italia, la situazione è allarmante:

  • Specie a rischio: circa il 22% delle 151 specie di api native valutate è minacciato di estinzione.
  • Cause principali: il declino è causato principalmente dalla frammentazione degli habitat, dall’agricoltura intensiva, dall’uso massiccio di pesticidi e dalla pressione crescente dei cambiamenti climatici.

La petizione di WWF Italia

Anche WWF Italia lancia l’allarme con la nuova petizione “Difendi gli impollinatori”: “gli insetti impollinatori stanno scomparendo a una velocità allarmante: in Europa quasi la metà delle specie è in declino e un terzo rischia l’estinzione”. Un fenomeno che mette a rischio non solo la biodiversità, ma anche la sicurezza alimentare globale, considerando che il 75% delle colture alimentari dipende dall’impollinazione animale. “ 

WWF Italia ricorda inoltre che “Nonostante l’approvazione a livello europeo di importanti strumenti normativi, l’Italia non ha ancora avviato azioni concrete come l’adozione del suo Piano di azione nazionale per gli impollinatori previsto dalla Strategia Nazionale Biodiversità 2030 e azioni per rimuovere le principali cause di minaccia per la conservazione delle api e altri insetti impollinatori, come ad esempio l’attuazione da parte delle Regioni delle Linee Guida per la riduzione dell’impatto dei pesticidi, disponibili dal 2015 e rimaste fino ad oggi sulla carta.”

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