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Gli stereotipi secondo Peugeot

La famiglia è uno sterotipo?

Sta succedendo sempre più spesso che marche ed influencer si propongano come “maitre à penser” intenzionati ad educare i consumatori secondo i dettami della cultura woke. Ma nel momento in cui credono di essersi saldamente impadroniti del megafono del pensiero unico relativista, succede che i consumatori stiano cominciando a ribellarsi.

Così è accaduto alla birra americana Budweiser, pesantemente boicottata per aver promosso la Budlight ricorrendo ad una modella transgender: perdita di 5 miliardi di dollari in Borsa e conseguenti migliaia di licenziamenti. Lo stesso è successo alla Disney, per aver esagerato con l’inserimento del tema gender nei suoi film per bambini. E la lista si sta allungando.

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È ancora caldo lo scandalo che sta provocando un fuggi-fuggi delle aziende che avevano contrattualizzato la regina delle influencer, Chiara Ferragni, multata dall’Agcom e indagata da più di una Procura con l’accusa di aver ingannato i consumatori riguardo a inesistenti percentuali dedicate ad attività benefiche sul prezzo dei prodotti da lei promossi.

A fronte di questi avvenimenti molte aziende stanno cominciando a rivedere il proprio approccio alle raccolte fondi e alla responsabilità sociale d’impresa. Il che è un bene, e in questo il Centro per la Responsabilità Sociale S. Bernardino si pone come luogo d’eccellenza per aggiornate riflessioni su questo delicato tema.

Per questo oggi ci dobbiamo occupare nostro malgrado di uno spot della Peugeot E 208 programmato in questi giorni sulle tv nazionali.

https://www.youtube.com/watch?v=F3MWECuo-U4

(spot rimosso dall’utente )

Le immagini dell’auto si alternano a domande retoriche di questo tipo: In cosa credi? Nella popolarità? Mentre sullo schermo compare una selva di microfoni insieme a post di social network.

Si capisce chiaramente che l’intento è quello di stigmatizzare questo tipo di popolarità.

Altra domanda: (Credi) nei  modelli? Mentre l’auto passa sotto un megaposter con un modello nero dalla solita aria insulsa…Come a dire, è ora di smetterla di correre dietro alle mode.

La terza domanda è il vero capolavoro di indottrinamento woke/LGBT:  (Credi) negli Stereotipi?

Sorpresa: sullo schermo compaiono due giovani genitori con in braccio due figli piccoli e dei sorrisetti un po’ stupidi.

Lo spot prosegue con l’affermazione: Credi in te stesso! Mentre una giovane e spensierata biondina guida con aria intelligente una Peugeot E 208.

Tutto questo avviene mentre in Italia – e persino in Francia – i Governi si preoccupano per il grave problema della denatalità. E proprio nel momento in cui il vincitore dell’Australia Open di tennis Janik Sinner, che tutti profetizzano come prossimo Numero Uno al mondo, ricorda e ringrazia per prima cosa la propria famiglia dicendo: “Sarebbe bello che molti bambini avessero genitori come i miei”.

Anche l’attuale Numero Uno in carica, Novak Djokovic, ama portarsi quando possibile a vedere le sue gare la moglie con i piccoli Stefan e Tara, dedicando sempre a loro le sue vittorie.

Due campioni del mondo che affermano in più occasioni che è la famiglia a dare loro la serenità necessaria per raggiungere e sostenere un ruolo così importante.

Quando la realtà supera la fantasia (malata).

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