HomeNEWSSaluteIl Covid riprende a correre, la comunicazione resta al palo

Il Covid riprende a correre, la comunicazione resta al palo

Sembrava che la pandemia stesse per finire e tutti si potesse tornare alle nostre abitudini tirando un respiro di sollievo.

Purtroppo non è così, visto che ci sono varianti che inducono nuovi contagi, per cui si moltiplicano gli inviti a vaccinarsi. Facciamo quindi un giro del mondo per vedere come sono state sviluppate le campagne di pubblica utilità su questo tema.

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Come prima osservazione penso si possa dire che nessun paese abbia brillato per creatività, come invece è spesso avvenuto per argomenti altrettanto gravi e difficili da trattare come l’AIDS, la donazione di organi o la violenza sulle donne. La tecnica comunemente sfruttata è stata quella dei testimonial, che è il meccanismo più semplice da impiegare: che si tratti di ex-presidenti, di atlete o di dottori e dottoresse, sempre di testimonial si tratta.

In questa campagna del Covid Prevention Network, che aveva lo scopo di reclutare volontari per la sperimentazione dei vaccini, si è scomodato il presidente Kennedy, quando disse la famosa frase: “Non chiedere cosa può fare il tuo paese per te. Chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”. 

Molto semplice, diretto, ha fatto leva sul tipico patriottismo americano. E ha funzionato.

In questo caso, sempre americano, si sono volutamente mescolati alcuni ingredienti sempre all’ordine del giorno: il basket, le donne, la negritudine. A incitare a vaccinarsi sono state le atlete nere della Women’s National Basketball Association, la lega professionistica di pallacanestro femminile degli Stati Uniti d’America.

Inventando una sorta di Woman Black Power.

Il Guardian ha proposto un giro del mondo in un video di 2’15” che potremmo definire di tecnica mista: una strana ma non sgradevole insalata russa in cui sono mescolati diversi stili tipici dei social network, tipici spot, past-president USA e famosi cantanti a mo’ di testimonial, immersi in una salsa di musica disco e un brano di Jimmy Durante “I’ll be seeing you”. Strano, ma almeno un po’ diverso.

Anche l’Advertising Council (la Pubblicità Progresso americana) ha fatto ricorso all’incitamento di diversi ex-presidenti americani di entrambi i partiti, che hanno rimarcato l’urgenza di vaccinarsi.

L’EVMS (Eastern Virginia Medical School) ha fatto ricorso al richiamo all’intera comunità da parte dei suoi amministratori: medici, sacerdoti, anziani. Mascherine, distanziamento, vaccini sicuri mostrati come mezzo per poter tornare a vivere insieme in santa pace.

Vista la significativa percentuale di persone ancora non vaccinate, in Canada si è utilizzato un video realizzato da CBC News in cui si annunciava il lancio di una serie di clip informative ed educative dal titolo “The Covid is a bear”. Contando sul fatto che la popolazione è assetata di informazioni, visti gli alti ascolti dei tg, la tecnica giornalistica è stata quella prescelta.

Per nulla malvagia la campagna di manifesti francese, che ha giocato con un certo coraggio sugli effetti desiderati, quando si parla molto degli effetti indesiderati. Chapeau.

Come al solito, purtroppo, l’Italia non ha certo brillato, visto che tutti gli sforzi in comunicazione sono stati concentrati nell’accrescere la visibilità del presidente Conte invece di occuparsi seriamente del Covid. Gli spot che si sono susseguiti, comunque, erano un riflesso delle conoscenze ondivaghe in possesso del Ministero della Salute.

Cosí si è passati dal povero prof. Mirabella costretto a fare il rassicurante

https://www.youtube.com/watch?v=j3nyaDIM8O

ad un ben poco riuscito tentativo di essere creativi, affidando il compito al pur bravissimo Tornatore, che però si è innamorato dei riflessi dei grandi fogli di plastica puntando su una assai stereotipata commozione. Vedere per credere.

L’ennesima riprova che anche i più bravi registi (chi ricorda Fellini con Barilla?) non sono proprio a loro agio nei formati brevi. Qui gli hanno lasciato più spazio (quasi 2 minuti e mezzo), ma quasi tutti occupati con quelle che in gergo si chiamano “bellurie”, cioè movimenti e giochi di luce interessanti solo dal punto di vista tecnico, ma per nulla utili alla storia, specie se tirati troppo in lungo.

Si è continuato in peggio con l’imbarazzante idea della primula condita con un un po’ di facile retorica.

Ci si è un po’ risollevati allineandosi alla media internazionale del ricorso ai testimonial, con il tentativo di trovare un segno distintivo e memorabile: le dita a V di vittoria appoggiate sul braccio. Più modestamente qui ci si è accontentati di alcuni personaggi televisivi come Bonolis, la Venier (la Venier!!!) e Mancini. Visti i successi della Nazionale, un vero colpo di fortuna. Vedremo se funzionerà.

Come considerazione` generale occorre riflettere sul fatto che anche a causa dei virologi diventati primedonne televisive capaci di dire tutto e il contrario di tutto, una parte consistente della popolazione è diventata scettica a fronte di alcuni importanti effetti collaterali letali e anche a fronte della ostinata opposizione del Ministero della Salute alle terapie domiciliari precoci che invece si sono dimostrate efficaci . In una situazione come questa, in cui si sta usando la paura come elemento deterrente, il samizdat con i dati positivi raccolti dai medici di Ippocrate.org circola alla velocità del fulmine, dimostrando che c’è una alternativa seria al vaccino e senza effetti negativi. Non si comprende proprio perché in tutto il mondo non si è cercato di favorire ogni possibile soluzione, invece di puntare solo sui vaccini, sui quali una porzione non piccola di scienziati è oggi dubbiosa. Chi vivrà vedrà.

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