HomeAmbienteIl mondo vive la settimana più calda mai registrata

Il mondo vive la settimana più calda mai registrata

Secondo gli esperti, il cambiamento climatico è una realtà innegabile

Sino alla settimana scorsa, i metereologi di tutto il mondo avevano indicato il 4 luglio come la giornata più calda della storia per l’intero pianeta.

Con le temperature di questi giorni- per questa settimana in Italia sono previsti picchi fino oltre i 45 ° in alcune zone della Sicilia- adesso sappiamo che questo mese sarà il più caldo negli ultimi 120mila anni.

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Questi picchi di calore sono l’effetto combinato del riscaldamento globale causato dagli esseri umani e dell’arrivo del fenomeno atmosferico periodico conosciuto con il nome di El Niño, che normalmente provoca un forte riscaldamento delle zone del Pacifico, ma che a causa del cambiamento climatico sta influenzando pesantemente tutto il pianeta. E gli effetti di El Niño hanno appena cominciato a farsi sentire, perché la perturbazione è appena arrivata. Pertanto le temperature continueranno a salire sempre di più almeno fino alla fine di luglio, quando “si registreranno i massimi delle temperature globali  ha detto al Guardian il dottor Karsten Haustein, dell’università di Lipsia, in Germania.

Già nel 2016  El Niño aveva provocato un caldo anomalo e proprio il 2016 al momento è considerato dalla maggioranza delle agenzie internazionali come l’anno più caldo dall’inizio delle rilevazioni delle medie globali.

Già il mese scorso le temperature della superficie del mare sono state senza precedenti e l’estensione del ghiaccio marino antartico è sceso al livello più basso mai registrato. Le Nazioni Unite hanno evidenziato che queste ondate di caldo hanno impatti potenzialmente devastanti sugli ecosistemi e sull’ambiente.

In particolare preoccupano le temperature senza precedenti nel Nord Atlantico perché la regione è spesso soggetta a fenomeni meteorologici estremi come uragani e cicloni tropicali e l’aumento  temperatura della superficie del mare del Nord Atlantico influisce sulle precipitazioni in Africa occidentale, portando a forti piogge o a siccità estrema.

Il direttore dei servizi climatici dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale Christopher Hewitt mette in evidenza l’incertezza del futuro climatico:  “Siamo in un territorio inesplorato e possiamo aspettarci che verranno superati altri record man mano che El Niño si sviluppa ulteriormente, e questi impatti si estenderanno fino al 2024“.

La conferma arriva anche dagli studi giapponesi denominati JRA-3Q : la temperatura media globale registrata il 7 luglio è stata di 17,24 °C. Si tratta di una temperatura superiore di 0,3 gradi rispetto al precedente record di 16,94 °C registrato il 16 agosto 2016 durante un forte episodio di El Niño. Questi risultati indicano una crescente tendenza al riscaldamenti globale, che richiede una risposta immediata e determinata per affrontare la crisi climatica in corso.

E le temperature hanno anche impatti sulla salute umana. Uno studio condotto dall’Istituto di Barcellona per la salute globale e l’Istituto nazionale della salute francese ha stimato che nel 2022 ci sono stati 61.672 decessi attribuibili al caldo in Europa. 

Anche In Italia, l’ondata di caldo record sta mettendo in pericolo il paese. Le previsioni indicano che le temperature aumenteranno ulteriormente nella prossima settimana, con punte di 47-48°C in Sardegna e 45°C in Sicilia e potrebbe essere l’ ondata di calore tra le più intense mai sperimentate dal Paese.

Appare necessario agire urgentemente a livello globale per preservare il nostro pianeta per le generazioni future. 

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