Papa Leone XIV ha aperto ieri al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo la conferenza internazionale Raising Hope on Climate Change, organizzata dal Movimento Laudato si’ e da diverse realtà ecclesiali e sociali. Nel decimo anniversario dell’enciclica Laudato si’, il Pontefice ha invitato a trasformare l’attenzione per il creato in un impegno concreto, che non resti “moda passeggera” né tema divisivo, ma vera “conversione ecologica”.
Richiamando l’eredità di Papa Francesco, Leone XIV ha sottolineato l’impatto globale dell’enciclica, capace di ispirare progetti, programmi educativi e dialoghi tra fede, scienza, politica ed economia. “Siamo una sola famiglia sotto lo stesso sole e la stessa pioggia – ha detto – e dobbiamo ascoltare il grido della terra e dei poveri, le prime vittime della crisi climatica”.
Il Papa ha ricordato che la sfida è ormai passata dalla fase della comprensione a quella dell’azione: serve il contributo dei governi, ma anche la pressione costante della società civile, in particolare dei giovani, perché siano approvate leggi e politiche più coraggiose. “Le soluzioni più efficaci non verranno solo dagli sforzi individuali – ha ribadito – ma dalle grandi decisioni politiche internazionali”.
Nel suo intervento, Leone XIV ha chiesto di tornare al cuore, inteso come luogo della libertà e dei desideri autentici, da cui può nascere una vera conversione ecologica. Ha poi invitato a coltivare quattro dimensioni inseparabili: il rapporto con Dio, con gli altri, con la natura e con sé stessi.
La cerimonia ha avuto anche momenti simbolici: la benedizione di un blocco di ghiaccio proveniente dalla Groenlandia, segno della fragilità del pianeta, e la “ciotola delle lacrime” riempita con acque di diversi Paesi colpiti dalla crisi climatica.
Accanto al Pontefice, numerosi relatori tra cui Arnold Schwarzenegger, che ha lodato l’impegno del Vaticano per l’energia pulita, e la ministra brasiliana Marina Silva, che ha invitato il Papa a partecipare alla prossima Cop30 a Belém. “Abbiamo tutte le risposte tecniche – ha detto – ora serve la determinazione etica”.
Concludendo, Leone XIV ha ricordato che “non c’è spazio per indifferenza o rassegnazione” e ha posto una domanda che interpella tutti: “Dio ci chiederà se abbiamo custodito bene questo mondo. Allora, che cosa risponderemo?”.