HomeNEWSEducazione digitaleIl Test di Bechdel e il ruolo delle donne nel mondo dell’advertising

Il Test di Bechdel e il ruolo delle donne nel mondo dell’advertising

Nell’ultimo anno, si è sentito molto parlare del fenomeno del gender gap, ovvero il divario nella retribuzione del salario lavorativo annuale medio tra uomini e donne. La disparità di genere riguarda differenti settori oltre il mondo del lavoro, basti citare la politica per quanto concerne la maggior presenza del genere maschile rispetto a quello femminile, nonché nel contesto culturale.

Per quanto riguarda il mondo cinematografio, Alison Bechdel – fumettista – ha ideato il cosiddetto test di Bechdel. Questo, ha l’intento di misurare la presenza, nel mondo del cinema, di personaggi femminili indipendenti e rilevanti la cui presenza non si riduca unicamente in funzione del rapporto con il sesso maschile. L’autrice descrive questo test nel suo fumetto “la regola”, in cui due amiche decidono di andare al cinema per vedere un film, ma a patto di trovarne uno che abbia almeno due personaggi femminili, che abbiano un dialogo tra loro e che l’argomento non riguardi gli uomini. Alla fine, le due ragazze non trovando queste caratteristiche in nessuno dei film proposti, decidono di non vedere niente.

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Pensandoci però, queste tre caratteristiche proposte appartengono realmente a pochi film e con questo test non si mira a ricercare la qualità delle pellicole, così come non si può categorizzare un film come femminista o sessista unicamente se supera questo test o meno.

Questo, è un ottimo strumento che inoltre permette di capire e riflettere sui ruoli che spesso vengono attribuiti al mondo femminile, in qualsiasi contesto mediatico. In questo caso si fa riferimento ai dialoghi sostenuti e alla caratterizzazione del personaggio donna.

Nel mondo della pubblicità, il test di Benchdel venne applicato per la prima volta nel 2017 da Sarah Vincenzini – direttrice creativa di M&C Saatchi Melbourne – per il progetto Campaign Bechdel con l’intento di valutare e monitorare gli stereotipi di genere presenti in questo settore. 

La direttrice pone subito in luce quanto la maggior parte delle pubblicità che vengono create, abbiano dei contenuti unicamente rivolti al mondo maschile. Uno strano fenomeno per lei, che afferma come la maggioranza delle decisioni d’acquisto vengano effettuate dal genere femminile.

In base a delle ricerche condotte dall’ istituto di ricerca degli studi di genere nel mondo dei media, si può evincere come nel mondo dell’advertising si trovino più donne con un ruolo marginale rispetto agli uomini, donne che hanno momenti di dialogo minori, figure femminili rappresentate in un ambiente domestico piuttosto che lavorativo e come queste vengano spesso accostate a prodotti casalinghi rispetto all’universo maschile.

In seguito alle ultime ricerche effettuate e alle innovative pubblicità, il Campaign Bechdel Test è stato modificato e riadattato, affermando come una pubblicità “idonea” debba includere: un personaggio femminile non ridotto ad oggetto con un ruolo indipendente e non limitato allo sviluppo di una figura maschile e che abbia capacità di decisione autonoma.

Come nel mondo del cinema, anche in quello dell’advertising il test non è caratterizzante per l’identificazione di uno spot come sessista o poco creativo ma si limita unicamente ad evidenziare e concepire la rilevanza che viene data ai personaggi femminili.

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