HomeNEWSResponsabilità sociale d'impresaImpegno reale o climate washing? Lo spot Apple con Madre Natura

Impegno reale o climate washing? Lo spot Apple con Madre Natura

I traguardi dell’azienda di Cupertino buttati giù dalle accuse di climate washing dell’IPE

Il 12 Settembre, per raccontare i progressi che sono stati fatti in materia di energie rinnovabili ed emissioni e presentare quindi i risultati del bilancio di sostenibilità, Apple ha pubblicato uno spot di poco più di 5 minuti in cui Madre Natura in persona (interpretata dall’attrice premio Oscar Octavia Spencer) partecipa ad una riunione aziendale e chiede di essere aggiornata sui miglioramenti fatti.

Da subito si percepisce l’importanza dell’ospite tanto atteso alla riunione e quindi anche l’impatto che temi come quello della sostenibilità hanno sull’azienda. Infatti all’inizio è Madre Natura a mettere alla prova i principali esponenti di Apple (tra cui l’amministratore delegato Tim Cook) con un botta e risposta a tratti provocatorio ed ironico circa i reali risultati ottenuti nell’ultimo periodo. Successivamente, a questo si aggiunge la presentazione degli obiettivi dell’azienda per il futuro: eliminare entro il prossimo anno la plastica dai package, non utilizzare più la pelle per le cover, usare soltanto alluminio riciclato per i propri prodotti di punta e realizzare un prodotto completamente carbon neutral (il nuovo Apple Watch).

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Quest’ultimo proposito, in particolare, ha destato parecchio interesse da parte di tutto il mondo, sollecitando anche e soprattutto le organizzazioni che si occupano di tenere traccia delle emissioni di gas serra provocate dalle più grandi aziende. Tra queste c’è l’Institute of Public and Environmental Affairs (IPE), il quale, in un report pubblicato da poco, ha accusato Apple di climate-washing in quanto l’azienda non rivela abbastanza informazioni sui fornitori per dimostrare la carbon neutrality dei suoi prodotti.

Inoltre, l’accusa dell’IPE ricade sul fatto che, probabilmente, se Apple volesse riuscire a produrre un Watch completamente ad emissioni zero, sarebbe inevitabile l’aumento delle emissioni degli altri prodotti poiché i fornitori dell’azienda non utilizzano direttamente energia rinnovabile, ma acquistano dei certificati, la cui efficacia è nettamente inferiore e che possono essere ridistribuiti per la produzione di più prodotti.

Apple ha risposto alle accuse continuando ad affermare la validità dei propri obiettivi di produzione ad emissioni zero e cercando di dimostrare che il proprio utilizzo di energia rinnovabile è aumentato notevolmente negli ultimi anni prendendo come esempio il nuovo iPhone 15 Pro, il quale presenta un calo di emissioni di gas serra del 28% rispetto ai livelli del 2015. L’IPE, dal canto suo, rimane dell’idea che un numero molto più ampio di fornitori Apple (ad oggi solo 30) dovrebbero divulgare i dati sulle emissioni di gas serra. Fino a quel momento, la dimostrazione dell’impegno dell’azienda verso le zero emissioni resterà incerta.

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