HomeAmbienteLa Germania spegne le ultime centrali

La Germania spegne le ultime centrali

Da oggi, l’addio al nucleare

Sono passati 62 anni dall’avvio della prima centrale nucleare tedesca e oggi la Germania chiude, 4 mesi dopo lo stop stabilito anni fa da Angela Merkel, dopo le dimostrazioni seguite al disastro di Fukushima.

Era il 1961 quando fu inaugurato il primo impianto sperimentale- Kahl- in Baviera cui seguirono altri impianti, fino all’avvento del partito dei Verdi che culmina nella più grande manifestazione anti-nucelare (oltre 250mila persone) che farà decretare all’allora Cancelliera lo stop definitivo al nucleare entro il 2022.

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Gli ultimi reattori nucleari tedeschi immettevano nella rete 70 GWh al giorno, coprendo circa il 3-7% della domanda di elettricità tedesca ed hanno continuato a operare in regime di emergenza dal 1° gennaio 2023 a causa della crisi energetica seguita all’avvio del conflitto tra Russia e Ucraina.

L’energia nucleare è stata a lungo un argomento in grado di accendere il dibattito pubblico in Germania, suscitando critiche da parte di liberali e conservatori, mentre i politici verdi tendono ad accogliere con favore la graduale eliminazione.

“L’eliminazione graduale è soprattutto un ingresso definitivo: in un approvvigionamento energetico sicuro, a basso rischio, economico e pulito – nell’era delle energie rinnovabili”, ha dichiarato alla Dpa la leader del partito dei Verdi Ricarda Lang.

Non mancano le critiche alla scelta tedesca: oltre a chi lamenta l’insufficienza delle altre fonti, l’abbandono al nucleare di fatto si configura come un ritorno a gas e carbone, soluzioni poco rispettose per il clima.  

Anche la popolazione teme la crisi energetica: da un recente sondaggio il 52% dei tedeschi è favorevole all’estensione dell’autonomia nucleare, mentre è contrario il 37%.

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