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La Sostenibilità

Oggi, per un’azienda e il suo business, è fondamentale essere sostenibili. Ma al contrario di quello che si può pensare, la sostenibilità non riguarda solo l’ambiente ma anche le singole persone e la società.

Contrariamente a quanto si poteva pensare prima, questa tematica non è così lontana da ognuno di noi, ma è ormai un bisogno primario per tutti. Mentre prima l’unico obiettivo delle aziende era creare e aumentare il profitto nel minor tempo possibile, ora vista la scarsità e la fragilità di risorse, insieme alla crisi ambientale che sta investendo il nostro Paese, dobbiamo tutti – nel nostro piccolo – fare ciò che è in nostro potere per tutelare e rispettare le risorse umane e naturali. 

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In questo percorso – in cui l’obiettivo ultimo è la sostenibilità – tutti dobbiamo agire. Dal consumatore che deve prestare attenzione alle scelte d’acquisto che effettua, ai finanziatori che devono investire su aziende che lottano per la sostenibilità e invogliando tutte le nuove aziende a battersi per la stessa causa, al cittadino che nel suo piccolo deve compiere azioni sostenibili e all’imprenditore che – in azienda – deve perseguire solo iniziative sostenibili e che mirino al benessere ambientale e sociale.

Definizione della parola “Sostenibilità”.

Lo sviluppo sostenibile

Le caratteristiche di un’attività sostenibile

Che cosa si intende per prodotto sostenibile?

Perché i brand puntano sulla sostenibilità?

L’Agenda 2030

The European Green Deal

La normativa di riferimento

Definizione della parola “Sostenibilità”.

Il termine sostenibilità venne coniato nel 1972 durante la prima conferenza dell’ONU sull’ambiente, il primo appuntamento a livello internazionale che si dedicò ai disastri ecologici globali. Successivamente, nel 1987 venne introdotto il concetto di sviluppo sostenibile all’interno del rapporto Brundland “Our Common Future” elaborato dalla Word Commission on Environment and Development (WCED) affermando che:

“Per sviluppo sostenibile si intende uno sviluppo che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri”. (“Report of the World Commission on Environment and Development – Our Common Future”, 1987)

Il rapporto Brutland unisce il concetto di qualità della vita con quello di tutela delle risorse naturali. 

Nella definizione si parla di bisogno e con questo si intende quello di tipo primario, che consiste nel garantire alla popolazione uno standard di vita dignitoso nonché il minimo soddisfacimento dei bisogni basilari, necessari per ogni singolo membro della popolazione. Parlando di sostenibilità, questa viene divisa in sostenibilità economica, sostenibilità sociale e sostenibilità ambientale

La sostenibilità economica è la capacità di un sistema economico di generare una crescita duratura dei valori economici, in particolare la capacità di creazione di reddito e lavoro per il sostentamento della popolazione. 

La sostenibilità sociale con cui si intende l’insieme delle azioni necessarie per il raggiungimento dell’equità nei sistemi di welfare per le persone.

La sostenibilità ambientale ovvero tutte quelle azioni di responsabilità nell’utilizzo delle risorse, il rispetto e la tutela dell’ambiente.

Questi tre aspetti coesistono tra loro e sinergicamente creano una visione della sostenibilità che combina la crescita del benessere in base alle limitate disposizioni di risorse: l’obiettivo è di creare un equilibrio del sistema in cui avviene la crescita del benessere economico, senza trascurare gli aspetti sociali e ambientali. Un ecosistema in equilibrio è un ecosistema sostenibile in grado di monitorare e autocontrollare i fattori interni ed esterni.

Lo sviluppo sostenibile

Il principio guida della sostenibilità è lo sviluppo sostenibile. Basta immaginare la sostenibilità ambientale, sociale ed economica come tre cerchi differenti tra loro che unendosi condividono e formano un’area in comune, ecco quello è lo sviluppo sostenibile.

Alcuni elementi essenziali per poter parlare di sviluppo sostenibile sono:

  •  il riciclo dei rifiuti e il riuso : un modello ecosostenibile riduce drasticamente lo spreco e la produzione di rifiuti, prima di creare qualsiasi nuovo prodotto devono essere studiate le modalità di smaltimento delle stesse 
  •  le fonti di energia rinnovabili: un sistema ecosostenibile predilige l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabili e allo stesso tempo ricerca sempre nuovi sistemi di approvvigionamento di energia green 
  • mobilità sostenibile: un modello ecosostenibile predilige l’utilizzo di modalità di spostamento green che non penalizza le aree verdi dei centri abitati 
  •  economia circolare: un ecosistema sostenibile porta avanti questo tipo di economia per cui si crea un processo in cui tutti i prodotti di scarto vengono riutilizzati.

Le caratteristiche di un’attività Sostenibile.

Un’attività può definirsi sostenibile nel momento in cui decide di voler seguire comportamenti virtuosi per l’ambiente, l’economia e la società, applicando strategie e modelli imprenditoriali ad hoc.

Come detto in precedenza, la sostenibilità di un’azienda non si basa solo sul rispetto dell’ambiente ma include anche altri due ambiti ovvero la società e l’economia: una buona politica di rispetto dell’ambiente genera dei grandi benefici per la società nel suo complesso e per l’economia dell’azienda.

É fondamentale per l’azienda, in questo campo, ridurre gli sprechi energetici agevolando l’utilizzo di energie rinnovabili e alternative, riducendo le emissioni di CO2 e utilizzando materiali di scarto. Così facendo, gli stessi dipendenti, vedendo l’impegno dell’azienda nel campo della sostenibilità saranno maggiormente invogliati a fare qualcosa nel loro piccolo, la raccolta differenziata e la mobilità green per il tragitto casa-lavoro sono alcune delle attività più praticate. 

Un’azienda che lavora in questa direzione potrà ottenere le certificazioni di sostenibilità che attestano il lavoro fatto dall’impresa in questo campo. Ovviamente per ottenere tali certificazioni, è necessario valutare il ciclo di vita del prodotto (Life Cycle Assessment). Essere in possesso di tali certificazioni dà maggiore sicurezza al consumatore finale, che è sempre più informato su tali tematiche e tende spesso ad affidarsi unicamente ad imprese green. 

Che cosa si intende per prodotto sostenibile?

Un prodotto si definisce green, verde o sostenibile quando la sua produzione e realizzazione mira alla riduzione dell’impatto ambientale. Ma quando parliamo di impatto ambientale cosa intendiamo? 

Per il regolamento EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) – a cui le aziende pubbliche e private volontariamente aderiscono per migliorare la propria efficienza ambientale – l’impatto ambientale è “qualunque modifica dell’ambiente, negativa o positiva, derivante in tutto o in parte dalle attività, dai prodotti o dai servizi di un’organizzazione”. Come affermato in precedenza, è quindi importante guardare a tutto il ciclo di vita del prodotto, dalle materie prime al suo smaltimento, verificando che l’impatto ambientale di tutto questo processo sia minore possibile.

Un’altro parametro di riferimento da attribuire per poter definire un prodotto come green è sicuramente la durabilità dello stesso. Infatti, un prodotto realizzato bene è un prodotto che funziona a lungo nel tempo, riducendo così la percentuale di rifiuti da demolizione.

Perchè i brand puntano sulla sostenibilità?

Negli ultimi tempi, il tema della sostenibilità è entrato sempre di più nel mondo delle aziende. 

Questo perché, diventare socialmente responsabile non solo influisce nella brand image e reputation delle singole realtà, ma permette anche una grande riduzione dei costi e dei rischi, favorendo anche una grande spinta all’innovazione, nonché uno stimolo per l’intera filiera produttiva.

Il panorama italiano, mostra ancora una mancanza in questo campo. Sono infatti tantissime le aziende che vedono con cattivo occhio la tematica della sostenibilità, credendo che quest’ultima sia un costo maggiore e quindi un peso per l’azienda piuttosto che una possibilità di crescita su tutti i fronti. Nonostante ciò, l’Unione Europea cerca sempre di sensibilizzare attraverso i vari decreti emessi, le aziende e in generale la comunità su tale disciplina.

Nell’ultimo anno infatti, sono stati fatti molti passi avanti nel campo. In molti hanno capito le potenzialità dell’integrazione di strategie concrete di CSR (Corporate Social Responsability) e hanno agito in questa direzione. Solo grazie a queste strategie le aziende potranno affrontare il cambiamento e fare passi avanti verso la sostenibilità, rendendosi più competitivi e aumentando la redditività. 

Collegato a ciò, un rischio in cui le aziende possono incorrere è quello del fenomeno del greenwashing, il cosiddetto ecologismo di facciata.  Un’azienda che ricorre a ciò, cerca di mostrarsi come attenta all’impatto ambientale e sociale delle proprie attività quando realmente nasconde alle spalle una filiale produttiva inquinante o non trasparente sulle condizioni di lavoro dei suoi dipendenti. 

C’è ancora tantissima strada da fare in merito a tutto ciò, però rispetto ai tempi precedenti, vediamo un forte interesse del consumatore stesso verso questa tematica che porta quindi le aziende a dover mutare e riorganizzarsi per evitare il fallimento. Bisogna smettere di guardare alle problematiche ambientali come un problema troppo grande da risolvere nel nostro piccolo, e bisogna entrare nell’ottica che per il rispetto per l’ambiente e il benessere sociale devono partire da noi in primis, dalle nostre piccole azioni quotidiane con cui possiamo contribuire a fare la differenza.

L’Agenda 2030

In occasione del Summit sullo Sviluppo Sostenibile avvenuto nel settembre 2015, i governi dei 193 paesi membri dell’ONU hanno creato un documento “Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile” che pone il focus sugli impegni per lo sviluppo sostenibile da realizzare entro il 2030, attraverso 17 obiettivi – definiti SDGs Sustainable Development Goals – per il raggiungimento di 169 traguardi.

Questi obiettivi, riguardano tutti i paesi coinvolti e tutti gli individui e trattano delle problematiche comuni cardine per lo sviluppo sostenibile: sconfiggere la povertà, sconfiggere la fame, salute e benessere, istruzione di qualità, parità di genere, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, energia pulita e accessibile, lavoro dignitoso e crescita economica, imprese innovazione e infrastrutture, ridurre le disuguaglianza, città e comunità sostenibili, consumi e produzione responsabili, lotta contro il cambiamento climatico, vita sott’acqua, vita sulla terra, pace giustizia e istituzioni solidali e partnership per gli obiettivi. 

Gli obiettivi riguardano le tre dimensioni della sostenibilità e si riferiscono per la maggior parte alla sfera ambientale. 

Tutto lo sviluppo degli SDGs gira intorno alle cosiddette 5P: Persone, Prosperità, Pace, Partnership e Pianeta.

The European Green Deal

Il Green Deal – presentato alla Commissione Europea l’11 dicembre 2019 – è una piano d’azione strategico con l’intento che «trasformerà l’Unione Europea in una società giusta e prospera, con un’economia di mercato moderna e dove le emissioni di gas serra saranno azzerate, e la crescita sarà sganciata dall’utilizzo delle risorse naturali» (cfr. EU). 

É un piano molto ambizioso, a cui lavoreranno sia l’Unione Europea che il Parlamento e il Consiglio. 

Il Green Deal verrà finanziato con denaro da pubblici e privati. Per i primi 10 anni, sono stati previsti circa 1000 miliardi di euro per finanziarlo, 100 miliardi annui. 

L’obiettivo primario è di ridurre drasticamente il riscaldamento globale – che secondo l’ONU deve rimanere entro i 1,5°C per non causare problemi al pianeta e alla popolazione che lo abita. Per perseguire tutto ciò, sarà necessario che l’EU elimini totalmente  le emissioni di CO2 entro il 2050, e rispettare dei piccoli obiettivi negli anni 2030 e 2040. Per portare a termine questo ambizioso progetto, il primo step sarà ripulire la produzione di energia elettrica, causa determinante dell’inquinamento nell’UE sostituendola con energia rinnovabile e sostenibile.

Altro punto fondamentale sarà rendere sostenibili un insieme di attività umane che attualmente consumano una grande quantità di energia e che sono inquinanti – come determinate industrie di costruzioni. Importante sarà la creazione di una mobilità sostenibile, con un potenziamento nell’utilizzo di mezzi ecologici e trasporti pubblici.

Per ogni obiettivo stabilito con il Green Deal, la Commissione Europea creerà un piano strategico ad hoc e un’azione concreta per raggiungerlo.

La normativa di riferimento

É ormai evidente l’impegno che il mondo istituzionale ripone nella tematica della sostenibilità. Ricordiamo con la Direttiva 2003/51/CE con cui si è cercato di porre attenzione alle informazioni di carattere non finanziario per comprendere l’andamento di una società. Con la Direttiva 2013/34/UE il Parlamento insieme al Consiglio hanno poi posto  l’attenzione sull’importanza degli aspetti sociali ed ambientali – oltre quello economico – per capire l’impatto degli enti sulla società. In ultimo, la Direttiva 2014/95/UE che ha sancito l’obbligo per le imprese con più di 500 dipendenti e uno stato patrimoniale di 20.000.000 euro – o in alternativa con un totale dei ricavi netti delle vendita e delle prestazioni superiore a 40.000.000 euro di redigere un bilancio di sostenibilità (DNF o dichiarazione di carattere non finanziario) che contenga le informazioni non finanziarie da fornire agli investitori e a chiunque sia interessato, per fornire un quadro più completo su sviluppo, prestazioni, posizione e impatto della propria attività.

Ogni impresa dovrà perciò fornire un analisi completa del proprio modello aziendale, delle politiche e dei rischi informando in materia ambientale, sugli aspetti sociali e attinenti ai dipendenti, il rispetto dei diritti umani e la lotta alla corruzione attiva e passiva. 

Per la redazione del DNF le imprese possono far riferimento a standard nazionali, unionali o internazionali (cfr. ​​Direttiva 2014/95/UE). 

Possiamo quindi vedere il lavoro che gli organi politici –  internazionali e non – fanno a sostegno degli obiettivi di sostenibilità. É importante però che le aziende si rendano conto dell’impegno che loro, in prima linea, devo avere nel misurare l’impatto sociale delle attività attraverso gli standard che gli vengono forniti e dimostrare – anche al di fuori degli obblighi di legge – l’impegno nella sostenibilità, per la salvaguardia dell’ambiente, delle persone e della società.

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