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Labubu: bambole che hanno tutto e bambini che non hanno niente

Analisi di un fenomeno che da moda, sta diventando un'ossessione. Intanto Bloomberg lo categorizza tra gli indicatori di recessione.

I Labubu charms sono la moda/mania del 2025. Questi pupazzetti dalle orecchie a punta e dallo sguardo furbetto appaiono ovunque: è facile infatti vederli attaccati a delle borse griffate  o “penzolare” dallo zainetto dei teenager. 

La personalizzazione di astucci e zaini con dei charms è sicuramente qualcosa che si tramanda da generazione in generazione. Negli anni 90 c’erano i ciucci, non avevano neanche un nome se non quello di ciucci: ciondoli in plastica a forma di succhiotti, disponibili in migliaia di varianti sia di colore che di forma, che gli adolescenti esibivano in “grappoli” attaccati a un marsupio o uno zainetto, oppure a una catenina. Ma andando oltre l’arte della customizzazione della borsa, quella dei Labubu, più che una mania si sta trasformando in una follia collettiva. 

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Cosa sono i Labubu

I Labubu sono delle creature fantastiche – a metà tra un folletto e un mostriciattolo – nate dalla mente di Kasing Lung e fanno parte dell’universo di The Monsters, un mondo popolato da altri personaggi simili che mescolano folklore orientale con atmosfere da fiaba occidentale. L’artista, originario di Hong Kong, ha creato questa linea di toys in collaborazione con Pop Mart, il colosso cinese dei giocattoli, soprattutto di quelli collezionabili. 

I pupazzetti sono i protagonisti di numerosi unboxing social. Sono venduti infatti in blind box, scatole misteriose che non rivelano quale personaggio ci sia all’interno fino all’apertura. Ogni serie è legata a un tema: dal viaggio alla natura, dalle feste agli hobby. Ogni box può includere personaggi comuni, oppure rari o ultra rari, alimentando in questo la caccia al pezzo mancante e fomentando il collezionismo compulsivo.

Si può iniziare con l’acquisto di un Labubu del colore preferito, per poi iniziare una vera e propria collezione; sino ad arrivare ad avere un pupazzetto per ogni outfit; oppure c’è chi sceglie di arredare i vari angoli della casa, con un tocco di cultura pop.

Quanto costano

Il prezzo di ogni pupazzetto va dai 20 euro sino a diverse centinaia di euro per le edizioni speciali.

Quello del prezzo, infatti, è un altro dei campanelli d’allarme di questa Labubu-charms- mania, che sta diventando per molti una vera ossessione. 

Labubu in vendita su Ebay

Il contesto culturale

Il fenomeno Labubu si inserisce in un contesto culturale più ampio, che è quello della generazione dei kidult, ovvero degli adulti che amano i giocattoli e i simboli dell’infanzia. A questo si unisce il fatto che i pupazzetti evocano sì atmosfere fiabesche e dark, ma anche un’estetica kawaii – la cultura del “carino”, come piccoli oggetti, forme morbide e di cui Hello Kitty è stata simbolo – la quale, originaria del Giappone, ha preso piede nel mondo occidentale.

Una crescente popolarità

Il successo di questi charms dal pelo lungo e dai grandi occhioni è dovuto anche al fatto che ha intercettato l’interesse di alcune star di fama mondiale. Prima fra tutte Lisa, membro del gruppo K-pop Blackpink, che li ha amati sin dal lancio nel 2023, facendo anche un’apparizione abbracciata ad un Labubu in versione maxi. Da notare che in quell’occasione non si trattava di un post sponsorizzato, ma organico.

Lisa per Vanity Fair.

Oltre a Lisa, anche le cantanti Rihanna, Selena Gomez e Dua Lipa sono tra le fan dei charms di Pop Mart, con i quali hanno decorato le loro borse, trainando così i ricavi del colosso, che sono cresciuti di circa il 107 per cento solo tra il 2023 e il 2024. Il fondatore e amministratore delegato del gruppo, Wang Ning, a soli 38 anni è diventato uno degli uomini più ricchi della Cina.

Lunghe file e risse

I negozi di Pop Mart sono presenti in più di 30 Paesi con 500 punti vendita e, nonostante l’e- commerce, registrano ore e ore di fila, come è successo in quello di Milano, in Corso Buenos Aires 3. La boutique è stata letteralmente presa d’assalto dagli appassionati, impazienti di trovare il loro nuovo giocattolo da collezione. Notizia di questi giorni invece il blocco delle vendite dei Labubu nel Regno Unito, a causa delle continue liti che si verificavano nelle code in attesa per entrare in negozio. 

Il legame con il mondo della moda e del fashion

I Labubu sono stati anche invitati insoliti della Milano Fashion Week del 2024, grazie a una collaborazione con Pronounce, la casa di moda indipendente cinese. I mostriciattoli “sedevano” in prima fila con un pellicciotto viola acceso, la tonalità distintiva del brand.  La maison di moda cinese ha anche realizzato degli outfit in esclusiva per Labubu. 

Su Etsy e AliExpress una serie di creators hanno iniziato a realizzare minuscoli vestiti e borsette per personalizzare i peluche di Pop Mart e renderli ancora più unici. 

Vestiti fatti a mano per i Labubu venduti su Etsy

L’agenzia di stampa internazionale Bloomberg descrive il fenomeno come un indicatore di recessione, alla pari del lipstick index, ovvero quando in momenti di crisi il pubblico si concede piccoli lussi che non vanno a pesare troppo sul portafogli; proprio come la teoria economica del rossetto che vede aumentare le vendite dei cosmetici di “marca” in momenti di instabilità. 

La Scuola di Illustrazione Ars in Fabula, con un post provocatorio su Facebook, si è chiesta e ha chiesto ai suoi follower, cosa avrebbe detto Maurice Sendak del delirio per i Labubu. Infatti Pop Mart World, un sito gestito da un fan dell’azienda, azzarda proprio il paragone dei peluche dai denti aguzzi con i personaggi del libro per bambini “Nel Paese dei mostri selvaggi” di Sendak, l’autore e disegnatore americano. 

Mentre chiediamo scusa a Sendak, rimarchiamo come quella dei Labubu più che una mania sembri una follia; una follia collettiva che spinge a investire il nostro preziosissimo tempo libero in file chilometriche, a spendere centinaia di soldi per un charms di peluche da appendere a una borsa e a comprare addirittura vestiti e borsette per il pupazzetto in questione.

Ed è proprio a questo punto dell’analisi, che ci viene in mente un altro amatissimo scrittore legato al mondo dei ragazzi, Gianni Rodari, che con una sua celebre poesia, ci ricorda come questo mondo sempre più spesso giri alla rovescia con “bambole che hanno tutto e bambini che non hanno niente”. 

Bambole che hanno tutto di Gianni Rodari 

La mia bambina ha una bambola,
la sua bambola ha tutto:
il letto, la carrozzina, i mobili della cucina
e chicchere e posate e scodelle,
e un armadio con i vestiti sulle stampelle in folla,
e un automobile a molla
con la quale passeggia per il corridoio quando le scarpe le fanno male.
La mia bambina ha una bambola
e la sua bambola ha tutto,
persino altre bamboline più piccine
anche loro con le loro scodelline, chiccherine, posatine…
E questa è una storiella divertente
ma solo un poco,
perché ci sono bambole che hanno tutto
e bambini che non hanno niente.

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