Cassetti pieni di vecchi telefoni, caricabatterie dimenticati, piccoli elettrodomestici ormai fuori uso: ogni casa ne custodisce qualcuno. Eppure, quando si tratta di restituirli nel modo corretto, sono ancora pochi a sapere come fare. È da qui che nasce “Lasciali Andare”, la campagna nazionale commissionata dal Centro di Coordinamento RAEE e ideata e realizzata dall’agenzia Dilemma, con l’obiettivo di rendere abituale la consegna ai negozi dei dispositivi elettrici ed elettronici arrivati a fine vita. La novità è nel metodo: per la prima volta il Centro di Coordinamento, i produttori e i distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche costruiscono insieme un unico progetto di comunicazione.
Il motivo è racchiuso in un dato: in Italia il tasso di raccolta dei RAEE, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, si ferma al 32,5% dell’immesso sul mercato, circa la metà dell’obiettivo del 65% fissato dall’Unione Europea. Nel primo semestre del 2026 la raccolta è cresciuta del 3%, un segnale incoraggiante ma insufficiente: per piccoli elettrodomestici e dispositivi di elettronica di consumo la quota resta intorno al 15%. Ciò che non viene raccolto non può essere avviato a recupero, e con esso si disperdono materiali preziosi che potrebbero tornare in circolo.
Per raggiungere il grande pubblico, l’agenzia ha scelto un registro ironico e leggero, costruito attorno al concept “Lasciali Andare”. Cuore della campagna è lo spot, nei formati da 30 e 15 secondi, in onda in televisione fino al 3 ; in radio il messaggio ha viaggiato dal 20 al 27 settembre, mentre sul fronte digitale la presenza è affidata a Meta, TikTok e YouTube.
Il messaggio è diretto: quando si acquista un nuovo dispositivo, quello equivalente ormai a fine vita può essere consegnato gratuitamente al rivenditore. Per i RAEE di piccolissime dimensioni, nei negozi di grandi dimensioni la consegna è possibile anche senza alcun acquisto. La comunicazione prosegue poi nei punti vendita aderenti, dove i codici visivi della campagna accompagnano i contenitori dedicati alla raccolta, trasformando il luogo dell’acquisto in un punto di restituzione.
