HomeNEWSEventiLe Paralimpiadi invernali di Milano Cortina: quando lo sport diventa inclusione

Le Paralimpiadi invernali di Milano Cortina: quando lo sport diventa inclusione

Dal 6 al 15 marzo sei discipline, 50 paesi e 660 atleti per dimostrare che lo sport è uno spazio aperto a tutti

Domani prenderanno il via le Paralimpiadi invernali di Milano Cortina, un evento che non rappresenta soltanto un grande appuntamento sportivo internazionale, ma anche una potente affermazione di inclusione, accessibilità e pari opportunità. La cerimonia di apertura si terrà all’Arena di Verona, lo stesso luogo che ha ospitato la chiusura delle Olimpiadi, a sottolineare un messaggio chiaro: lo sport è uno solo, e appartiene a tutti.

Saranno le quattordicesime Paralimpiadi invernali della storia e coinvolgeranno circa 660 atlete e atleti provenienti da 50 paesi. Le competizioni si svolgeranno tra Milano, Cortina d’Ampezzo e Tesero, in Trentino, e si concluderanno il 15 marzo con la cerimonia di chiusura allo stadio olimpico del ghiaccio di Cortina.

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Rispetto alle prime Paralimpiadi invernali del 1976, organizzate a Örnsköldsvik con appena 250 atleti e due discipline (sci alpino e sci di fondo), oggi il programma è molto più ampio. A Milano Cortina si gareggerà in sei sport:

  • sci alpino paralimpico
  • sci di fondo paralimpico
  • biathlon paralimpico
  • snowboard paralimpico
  • curling in carrozzina
  • para ice hockey (hockey su slittino)

Non si tratta solo di discipline diverse, ma di competizioni organizzate in categorie che tengono conto delle diverse abilità residue degli atleti. È qui che emerge con forza il valore inclusivo dello sport paralimpico: le regole e le attrezzature si adattano alle persone, non il contrario.

Nello sci alpino, per esempio, le categorie prevedono:

  • standing, per chi gareggia in piedi, talvolta con stabilizzatori;
  • sitting, per chi utilizza un monosci;
  • vision impaired, per atleti non vedenti o ipovedenti che sciano insieme a una guida.

Un esempio emblematico è quello di Giacomo Bertagnolli, sciatore ipovedente vincitore di otto medaglie paralimpiche, che gareggia insieme alla sua guida Andrea Ravelli. La loro collaborazione dimostra come nello sport paralimpico la fiducia, il lavoro di squadra e la relazione umana siano parte integrante della performance.

Le gare di sci, snowboard e curling si svolgeranno a Cortina, tra la pista Olympia delle Tofane e lo stadio del ghiaccio. Biathlon e sci di fondo avranno luogo a Tesero, mentre il torneo di para ice hockey si terrà all’Arena Santa Giulia di Milano.

Il para ice hockey, in particolare, è uno dei simboli dell’inclusione: si gioca con squadre miste composte da uomini e donne, superando non solo le barriere legate alla disabilità ma anche quelle di genere.

Per l’Italia gareggeranno 42 atleti, oltre a tre atleti-guida. Alle Paralimpiadi di Pechino 2022 la delegazione azzurra concluse undicesima nel medagliere con sette medaglie, due delle quali d’oro vinte proprio da Bertagnolli.

Al di là dei risultati, la presenza di questi atleti rappresenta un messaggio potente: la disabilità non è un limite alla partecipazione, ma una dimensione della diversità umana che lo sport può valorizzare.

Le Paralimpiadi invernali non sono semplicemente “l’altra metà” dei Giochi olimpici. Sono un momento in cui si ridefinisce l’idea stessa di performance, talento e normalità. Ogni gara racconta una storia di adattamento, tecnologia, determinazione e collaborazione.

Ma soprattutto racconta che lo sport è uno strumento di inclusione sociale. Permette di superare barriere culturali e pregiudizi, rende visibili abilità spesso ignorate e costruisce comunità più consapevoli e aperte.

Dal 6 marzo, tra Milano, Cortina e Tesero, non si celebreranno solo medaglie e record: si celebrerà l’idea che lo sport, quando è davvero accessibile, diventa uno dei linguaggi più universali e inclusivi che abbiamo.

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