HomeNEWSEpic failL’ideologia woke sta facendo sempre più vittime tra le imprese

L’ideologia woke sta facendo sempre più vittime tra le imprese

Off line dopo due settimane il gioco Sony ispirato ai " Guardiani della Galassia"

Abbiamo già parlato su queste colonne degli oltre 20 miliardi di dollari persi in Borsa dalla Budweiser, che ha voluto lanciare la birra light impiegando una modella transgender.

Il consumatore medio americano (impiegato e operaio) ha smesso semplicemente di bere per protesta quella che era la birra più popolare d’America.

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La Disney ha visto una fuga delle famiglie dalle sale che proiettavano i suoi ultimi film per l’eccessiva presenza di personaggi con caratteristiche LGBTQ+.

Ora è balzato all’onore delle cronache Concord, un videogioco sparatutto della Sony, chiaramente ispirato ai “Guardiani della Galassia” della Marvel. Con la differenza che tra i supereroi non ci sono maschi bianchi etero, bensì molti personaggi fluidi, donne appartenenti a minoranze, e diversi grassoni, sia maschi che femmine.

Dopo aver investito 200 milioni di dollari e impiegato 8 anni di lavoro, Sony ha scoperto che nessuno vuole giocare nei panni di una donna clinicamente obesa o di un transgender: il lancio del videogioco ha avuto risultati disastrosi, registrando un massimo di soli 697 giocatori con vendite iniziali di sole 25.000 unità. La mancanza di interesse da parte dei giocatori ha indotto Sony a considerare il progetto come una perdita totale e l’azienda ha deciso di eliminare l’intero gioco, mettendolo offline dopo solo due settimane e rimborsando completamente i clienti. 

Da anni, nelle fiere mondiali degli audiovisivi, si sono moltiplicati i seminari a cura delle organizzazioni LGBTQ+ che hanno convinto i produttori a introdurre personaggi fluidi con le più diverse caratteristiche sessuali come segno di rispetto per le diversità. E l’industria intera ha risposto con deciso entusiasmo a questa forma di ideologia woke, ben sapendo che i film e i videogiochi sono l’ambiente ideale per l’indottrinamento ideologico.

Sono nate come funghi le divisioni Diversity & Inclusion che hanno convinto le Media Company che “chiunque può essere un eroe d’azione”, dalle donne grasse grottescamente sovrappeso ai maschi beta non binari di 120 chili. 

L’industria dell’intrattenimento controllata dalla sinistra woke sostiene infatti che i giocatori moderni “hanno bisogno di vedersi rappresentati” nei film e nei giochi per potersi relazionare con i personaggi sullo schermo, e se i media non offrono spazio ad ogni minima minoranza della società, allora non stanno promuovendo l’inclusione, rischiando di perdere anche una nuova fetta di mercato.

Fetta che purtroppo per loro è davvero esigua, in quanto gli omosessuali, ad esempio, sono si e no il 3,5% della popolazione mondiale.

A parte questo, risulta evidente che la stragrande maggioranza dei giocatori non vuole che gli vengano sbattuti in faccia la propaganda trans e i pronomi gender fluid. E tantomeno eroi obesi. 

Budweiser, Disney, Sony e molti altri brand che l’avevano abbracciata, si stanno accorgendo che l’ideologia woke non è per niente remunerativa, perchè costituisce una patente violazione delle più elementari regole di marketing.

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