Il nuovo spot “Organizziamo la speranza”, promosso da Con i Bambini, rappresenta un’interessante innovazione narrativa e tecnica, all’interno del panorama della comunicazione sociale italiana, dove il racconto del disagio spesso si affida a immagini realistiche e a registri emotivi fortemente drammatici. Lanciato in occasione della Giornata delle Periferie 2026, il filmato segna infatti una prima volta significativa: è il primo spot sociale italiano realizzato interamente in animazione, nato dalla collaborazione con la Scuola Italiana di Comix e con lo scrittore Claudio Morici.
La scelta non è soltanto estetica. Dietro l’utilizzo del linguaggio del fumetto e dell’animazione emerge una precisa strategia comunicativa che punta a ridefinire il modo in cui vengono raccontati i territori fragili e le giovani generazioni che li abitano.
L’innovazione tecnica: il fumetto entra nella comunicazione sociale
L’elemento più innovativo dello spot risiede proprio nella sua costruzione visiva. In un settore dominato da testimonianze dirette, immagini documentaristiche e fotografie di forte impatto emotivo, Con i Bambini sceglie di affidarsi all’animazione.
Il coinvolgimento della Scuola Italiana di Comix introduce inoltre nel linguaggio della comunicazione sociale codici più vicini alle nuove generazioni.
Lo storytelling: dalla periferia del disagio alla periferia delle possibilità
Se l’innovazione tecnica colpisce immediatamente, è sul piano dello storytelling che “Organizziamo la speranza” compie la sua operazione più interessante.
Da anni il racconto mediatico delle periferie oscilla tra due estremi: da una parte la cronaca del degrado, dall’altra la retorica della redenzione. Entrambi gli approcci finiscono spesso per ridurre la complessità dei territori a una rappresentazione stereotipata.
Lo spot sceglie invece una terza via. Non nega le fragilità sociali, ma sposta il focus sulle energie presenti nelle comunità. L’obiettivo dichiarato è guardare oltre gli stereotipi e mettere in luce le esperienze positive che già animano quartieri e periferie italiane.
L’associazione Con i bambini
L’impresa sociale Con i bambini è una società senza scopo di lucro costituita il 15 giugno 2016 per attuare i programmi del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, previsti dal Protocollo d’Intesa stipulato il 29 aprile 2016 tra il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Presidente di Acri, l’associazione delle Fondazioni di origine bancaria (in attuazione di quanto previsto dall’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208). L’impresa sociale è interamente partecipata dalla Fondazione con il Sud.
Con i bambini, attraverso decine di bandi e iniziative, ha selezionato complessivamente oltre 800 progetti in tutta Italia, tra cui oltre 40 idee progettuali legate alle iniziative in cofinanziamento con altri enti erogatori. Nella gestione dei bandi, è stato introdotto l’elemento della valutazione di impatto.
I progetti approvati, sostenuti con un contribuito di circa 500 milioni di euro, coinvolgono 650 mila bambini e ragazzi insieme alle loro famiglie. Attraverso i progetti sono state messe in rete circa 10 mila organizzazioni, tra Terzo settore, scuole, enti pubblici e privati rafforzando le “comunità educanti” dei territori. Il racconto delle esperienze avviate è disponibile sul sito percorsiconibambini.it.
Il progetto “Organizziamo la speranza”
Lo spot rappresenta il primo tassello di una più ampia campagna nazionale legata all’iniziativa “Organizziamo la speranza. Iniziativa per il cambiamento nelle aree socio-educative strategiche”.
Il programma costituisce uno degli investimenti più rilevanti degli ultimi anni nel contrasto alla povertà educativa. Con una dotazione complessiva di 50 milioni di euro, coinvolge 15 città italiane, oltre 40 quartieri periferici e 367 organizzazioni del Terzo Settore.
L’iniziativa nasce con una logica innovativa: non finanziare singoli progetti isolati, ma costruire alleanze educative permanenti capaci di incidere sulle cause strutturali delle disuguaglianze. L’obiettivo è migliorare in modo visibile le opportunità socio-educative e il benessere di bambini e adolescenti che vivono nei territori più vulnerabili del Paese.