HomeNEWSSostenibilitàMusic climate pact: il settore musicale punta sulla sostenibilità

Music climate pact: il settore musicale punta sulla sostenibilità

I tre grandi colossi musicali di Sony, Universal e Warner, spinti dall’Associazione musica indipendente del Regno Unito, lo scorso dicembre hanno firmato un accordo di sostenibilità denominato “Music climate pact”. Questo, consiste nell’azzeramento delle emissioni di carbonio entro il 2050, e un abbassamento delle stesse del 50% entro il 2030. Coinvolgerà differenti case discografiche mondiali, che potranno firmare il programma entro giugno 2022.

Le celebri etichette musicali mondiali Sony, Universal e Warner, in collaborazione con l’Associazione musica indipendente del Regno Unito (Aim) hanno firmato – lo scorso dicembre – l’accordo del Music climate pact.

Questo, in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, rappresenta un grande obiettivo di sostenibilità che mira all’azzeramento delle emissioni nette di gas serra prodotte nel settore della musica entro il 2050. Ma non è tutto, l’obiettivo intermedio sarà invece quello di ridurre del cinquanta per cento le emissioni, entro il 2030.

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L’accordo nasce in seguito alle riflessioni sui cambiamenti climatici e il futuro del Pianeta al centro della Cop26, svoltasi a Glasgow lo scorso novembre, che ha visto il settore musicale pienamente coinvolto. L’idea è di trovare una strategia di sostenibilità comune, a contrasto della crisi climatica, per il mondo della musica. 

Le aziende che aderiranno avranno tempo, entro febbraio 2022, per adottare le misure presentate dai programmi di best practice internazionali. Due esempi, sono il programma SBTi – programma Science based targets – che si occupa di fornire alle singole aziende dei percorsi specifici da seguire in base ai dati statistici raccolti, e lo SME climate commitment sostenuto dalle Nazioni Unite per la raggiunge la neutralità in termini di carbonio.

L’idea però è anche di incrementare, alla strategia di neutralità, anche una vera e propria azione sociale con l’intento di sensibilizzare e incoraggiare tutta la catena di produzione alla riduzione delle emissioni. Tutto ciò avverrà in collaborazione con gli artisti stessi e le società di streaming – come Spotify – che si occuperanno di monitorare e migliorare l’andamento.

Attualmente le aziende che partecipano sono 14 ma si pensa ad un aumento delle firme entro 2022, coinvolgendo centinaia di imprese mondiali.

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