HomeNEWSInfanziaPiccoli schiavi invisibili: il rapporto Save the Children Italia sullo sfruttamento minorile

Piccoli schiavi invisibili: il rapporto Save the Children Italia sullo sfruttamento minorile

Nel nostro Paese, una vittima di sfruttamento su 3 è un minore

E’ stato presentato lo scorso 26 luglio il rapporto di Save the Children sullo sfruttamento dei minori in Italia, “Piccoli schiavi invisibili” che evidenzia dati preoccupanti.

Nel nostro Paese, nel 2021 le nuove vittime di tratta e sfruttamento identificate sono state 757 e in più di un caso su tre (35%) si tratta di minori, con una prevalenza di femmine (168 casi) rispetto a maschi (96). Sono state 850 le vittime prese in carico dal sistema anti-tratta nel 2022, di cui il 59% donne e l’1,6% minori. La maggior parte arriva  dalla Nigeria (46,7%), seguita da Pakistan (8,5%), Marocco (6,8%), Brasile (4,5%) e Costa d’Avorio (3,3%). Tra le forme di sfruttamento prevalgono quelli di tipo sessuale (38%) e lavorativo (27,3%).

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Il rapporto mette a fuoco in particolare la condizione dei minori che si trovano nelle zone in cui prevale lo sfruttamento agricolo il percorso scolastico dei figli dei braccianti che lavorano nelle province di Latina e Ragusa si sfilaccia o si spezza a causa di un coinvolgimento diretto dei minori nello sfruttamento lavorativo, già a partire dai 12-13 anni, con compensi che si aggirano intorno ai 20-30 euro al giorno. Il lavoro può essere a tempo pieno o, più spesso, limitato al tempo extra-scolastico quotidiano o estivo e può iniziare già a 10 anni per “dare una mano” nel periodo di raccolta.

Negli anni scorsi, per molti studenti, nel periodo del Covid, la scuola è stata completamente sostituita dal lavoro, e anche dal rientro a scuola il pomeriggio si continua ad aiutare nel lavoro, con una grosse difficoltà scolastiche che porta a bocciature nelle scuole medie, e a un ingresso ritardato alle superiori (16 o 17 anni). Il rapporto dice che in Italia, tra i 14-15enni che lavorano, il 27,8% (circa 58.000 minorenni) ha svolto lavori dannosi per il proprio sviluppo educativo e per il benessere psicofisico. Tra i minorenni intervistati che hanno dichiarato di aver avuto esperienze lavorative, il 9,1% è impiegato in attività in campagna.

Raffaela Milano, Direttrice Programmi Italia-Europa di Save the Children nel presentare il rapporto ha dichiarato : «Abbiamo voluto dar voce a bambini, bambine e adolescenti che vivono ogni giorno in un vero e proprio cono d’ombra, subendo gravissime violazioni nel loro accesso alla salute e all’educazione. Questo Rapporto ci dice che i lavoratori e le lavoratrici sfruttate in campo agricolo, oltre ad essere vittime dirette di questa condizione, sono anche genitori, madri e padri di bambini ’invisibili’ che crescono nel nostro Paese privi di diritti essenziali. Questa dimensione così grave dello sfruttamento troppo spesso, sino ad oggi, è stata ignorata. È fondamentale innanzitutto riconoscere l’esistenza di questi bambini, assicurare ad ognuno di loro la residenza anagrafica, l’iscrizione al servizio sanitario e alla scuola e i servizi di sostegno indispensabili per la crescita. “ E aggiunge una richiesta al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali : “ integrare il Piano Triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al caporalato con un programma specifico per l’emersione e la presa in carico dei figli dei lavoratori agricoli vittime di sfruttamento, da definire con le parti sociali e il Terzo Settore, alla luce delle esperienze e delle buone pratiche sperimentate sul campo. Chiediamo inoltre ai Prefetti dei territori dove il fenomeno è più presente di attivare un coordinamento con gli uffici scolastici provinciali, i servizi sociali, l’associazionismo e le organizzazioni sindacali per una sistematica azione di monitoraggio della presenza dei minorenni nei territori agricoli e per una offerta attiva dei servizi di base. In questo quadro, riteniamo anche necessario che questo tema sia inserito nei percorsi di formazione degli ispettori del lavoro e di tutto il personale con compiti di verifica della attuazione delle leggi in materia affinché, con il sostegno del terzo settore, delle organizzazioni sindacali e delle reti anti-tratta, si rafforzi la capacità del sistema di intercettare in modo tempestivo tutte le forme, dirette e indirette, di sfruttamento dei minorenni in ambito agricolo e si potenzino le misure di protezione e di sostegno alle vittime».

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