HomeNEWSInfanziaPovertà infantile in Italia: il reddito familiare segna il futuro dei bambini

Povertà infantile in Italia: il reddito familiare segna il futuro dei bambini

Disuguaglianze economiche, difficoltà scolastiche e cattive abitudini alimentari colpiscono milioni di minori, mentre l’UNICEF chiede interventi urgenti per sostenere le famiglie più vulnerabili

In Italia quasi un bambino su quattro cresce in condizioni di povertà relativa. Secondo il nuovo rapporto Opportunità disuguali – Bambini e disuguaglianza economica pubblicato da UNICEF Innocenti, e presentato martedì 12 maggio, il 23% dei minori vive in famiglie con un reddito inferiore al 60% della media nazionale. Un dato che colloca il Paese al 30° posto su 40 nazioni analizzate, tra le performance peggiori in Europa occidentale.

Il rapporto evidenzia un’Italia fortemente divisa, dove le condizioni economiche della famiglia incidono direttamente sulla salute, sull’alimentazione, sul rendimento scolastico e persino sul benessere psicologico dei più giovani.

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Benessere infantile: risultati contrastanti

Nella graduatoria complessiva sul benessere dei bambini, l’Italia occupa il 12° posto su 37 paesi. I risultati, però, sono molto disomogenei. Il Paese ottiene un buon piazzamento sul fronte del benessere mentale, dove si colloca al decimo posto, mentre resta nella media per quanto riguarda la salute fisica. Più critico, invece, il dato relativo alle competenze scolastiche, settore in cui l’Italia scende al 25° posto.

La scuola non riesce a colmare le differenze sociali

Le disparità economiche emergono con forza anche nel sistema educativo. Tra i quindicenni provenienti dalle famiglie più benestanti, l’84% raggiunge competenze adeguate in matematica e lettura. La quota si ferma al 45% tra gli studenti delle famiglie più povere: quasi quaranta punti percentuali di distanza.

Secondo il rapporto, il problema non dipende principalmente dalla segregazione scolastica, considerata moderata, ma da fattori strutturali più profondi. Tra questi pesano l’orientamento scolastico molto precoce, che già a 14 anni indirizza gli studenti verso percorsi differenti, la disponibilità di risorse familiari e le marcate differenze territoriali nella qualità dell’istruzione.

Alimentazione e salute: le differenze iniziano a tavola

Le disuguaglianze economiche si riflettono chiaramente anche nelle abitudini alimentari. Tra gli adolescenti dagli 11 ai 15 anni, solo il 22% dei ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito consuma verdura quotidianamente, contro il 39% dei coetanei più agiati. Anche il consumo di frutta risulta inferiore nei contesti economicamente fragili.

Al contrario, le bevande zuccherate sono più diffuse tra i giovani meno abbienti. Questo squilibrio alimentare contribuisce a un altro dato significativo: il 27% dei bambini e adolescenti italiani tra i 5 e i 19 anni è in sovrappeso, in linea con quanto osservato in diversi paesi dell’Europa meridionale.

Il benessere mentale resta un punto di forza

Sul piano psicologico emergono invece segnali più incoraggianti. L’Italia registra uno dei tassi più bassi di suicidio giovanile in Europa tra i ragazzi dai 15 ai 19 anni. Inoltre, il 73% dei quindicenni dichiara di sentirsi soddisfatto della propria vita.

Anche in questo ambito, però, il benessere economico fa la differenza: tra gli adolescenti provenienti da famiglie svantaggiate la soddisfazione personale scende sensibilmente, mentre cresce tra i ragazzi con maggiori disponibilità economiche.

L’allarme dell’UNICEF

«La disuguaglianza influisce profondamente sul modo in cui i bambini imparano, su ciò che mangiano e sulla qualità della loro vita», ha dichiarato Bo Viktor Nylund.

Nel rapporto, UNICEF Innocenti invita i governi a rafforzare gli investimenti destinati alle fasce più vulnerabili della popolazione, puntando su interventi concreti come mense scolastiche accessibili, programmi di distribuzione di frutta e verdura e politiche più efficaci di redistribuzione del reddito.

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