HomeNEWSResponsabilità sociale d'impresaPubblicato il primo bilancio di sostenibilità di Melinda

Pubblicato il primo bilancio di sostenibilità di Melinda

Un asset strategico ma anche valoriale per le azioni del Consorzio

Risparmio energetico, gestione efficiente delle risorse idriche, agricoltura rigenerativa, responsabilità ambientale e sociale. Sono questi alcuni dei temi che caratterizzano la prima pubblicazione del Bilancio di sostenibilità di Melinda presentato ieri nel corso di una conferenza stampa presso la Federazione trentina della Cooperazione. Il rapporto, redatto in conformità agli standard indicati dall’organizzazione non profit Global Reporting Initiative (GRI), prosegue il percorso iniziato nell’ambito del progetto “Trentino Frutticolo Sostenibile” promosso da Apot, già autrice del suo bilancio di sostenibilità, sulle cui attività sono stati diffusi oggi gli ultimi aggiornamenti.

La prima edizione del Bilancio costituisce per Melinda l’opportunità di fornire al pubblico una panoramica aggiornata delle sue iniziative nell’ambito della sostenibilità, intesa come un asset strategico per la propria crescita ma anche e soprattutto come un valore guida delle sue azioni.

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“Da anni Melinda si impegna nella promozione della propria responsabilità sociale e ambientale d’impresa e nello sviluppo di soluzioni sempre più sostenibili per i prodotti e i processi, ora però è necessario compiere un ulteriore passo in avanti: metterci la faccia per così dire”, sottolinea Luca Zaglio, direttore generale di Melinda. “Dobbiamo passare dalla conoscenza alla coscienza, prendendo atto, cioè, del ruolo della sostenibilità come valore strategico nello sviluppo d’impresa”.

Determinante, in questo quadro, è anche il riconoscimento del ruolo delle nuove generazioni: sono loro, più di chiunque altro, ad affermarsi come principali protagoniste del cambiamento, motore di sollecitazioni e dispensatrici di fiducia, nell’ambito di un percorso per la promozione di un ambiente più sano, virtuoso e fertile, in senso lato, che possa costituire la base stessa del loro futuro. E non è un caso, in questo senso, che Melinda abbia istituito un valido gruppo di lavoro composto da giovani impegnati a studiare e sviluppare nuove strategie nell’ambito della sostenibilità in alcuni comparti chiave del Consorzio.

Oltre a sottolineare l’importanza del proprio impegno per la responsabilità sociale e l’attenzione al benessere dei lavoratori, Melinda e APOT hanno poi dedicato ampio spazio alla presentazione delle progettualità in corso che includono i percorsi di formazione e le iniziative in campo ambientale che, nel corso degli anni, hanno determinato e continuano a generare risultati importanti. Tra questi, ad esempio, c’è la riduzione dell’impiego degli agrofarmaci nei campi, anche grazie all’impegno per una distribuzione efficiente delle sostanze.

Emblematico, in questo senso, l’impiego di S.O.PH.I.A., Spray Overcanopy PHytosanitary Innovative Application, un sistema di precisione a punto fisso per l’applicazione dei trattamenti. Questa tecnologia, installata in modo permanente all’interno del frutteto, consente di indirizzare gli antiparassitari in modo mirato sulle colture, riducendo le emissioni di CO2, la compattazione del suolo e la dispersione dei prodotti nell’ambiente. In questo modo si contribuisce a far crescere ulteriormente la qualità delle produzioni e, con essa, la sicurezza per soci e consumatori.

Particolarmente rilevante, inoltre l’impegno nell’agricoltura rigenerativa, la disciplina che punta al ripristino della fertilità e dei servizi ecosistemici favorendo la capacità di sequestro di carbonio da parte del terreno e la mitigazione delle emissioni. In questo quadro il progetto pluriennale lanciato da Melinda insieme a xFarm Technologies e dss+, che coinvolge un gruppo selezionato di aziende agricole, porterà  alla redazione di un protocollo delle buone pratiche di rigenerazione  e salvaguardia del suolo.

Significativi anche gli interventi realizzati nella gestione delle risorse idriche dal campo alla lavorazione. L’impiego dell’irrigazione a goccia sul 97% dei meleti e l’uso di un sistema di riciclo negli impianti di selezione, infatti, generano notevoli risparmi: nelle colture, in particolare, si usa il 30% di acqua in meno nel confronto con i sistemi tradizionali.

Molto importanti i risultati raggiunti da Melinda in campo energetico: il Consorzio si basa da tempo su una fornitura 100% rinnovabile grazie all’energia idroelettrica e quella fotovoltaica. Quest’ultima è prodotta direttamente dai pannelli installati sui tetti degli impianti di conservazione e lavorazione. Il nuovo piano di sviluppo prevede ora il raddoppio della produzione. Notevoli, poi, sono i risparmi legati all’impiego e all’espansione delle celle ipogee, che, sfruttando le loro caratteristiche ambientali, permettono di impiegare meno energia  nel confronto con i magazzini di superficie.

Molteplici, infine, gli aggiornamenti sulle iniziative condotte da APOT. Nell’ambito di un accordo di programma con la Provincia Autonoma di Trento e altri soggetti, ad esempio, l’Associazione collabora a un progetto di economia circolare che coinvolge la cooperativa di allevatori Alta Anaunia Bioenergy che, nel comune di Romeno, ha realizzato un biodigestore per produrre energia a partire dagli effluenti zootecnic itrasformando gli stessi  in digestati destinati ai frutticoltori della Val di Non.

Da segnalare anche il biomonitoraggio con le api. Decisamente sensibili ai cambiamenti ambientali determinati da agenti inquinanti, questi insetti sono in grado di lanciare tempestivamente un allarme sui possibili squilibri per la biodiversità e la salute umana. Attraverso il lavoro della Fondazione Mach si riescono così a ottenere dati importanti sul clima e sul livello di ospitalità dell’ambiente agricolo.  Infine l’introduzione delle varietà di mele resistenti che, grazie alle loro caratteristiche genetiche che le proteggono dalla ticchiolatura, consentono di ridurre l’impiego dei trattamenti.

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