In occasione del World Economic Forum di Davos Oxfam ha pubblicato il rapporto sulle disuguaglianze sempre crescenti tra i pochissimi più ricchi al mondo e chi vive in condizioni di estrema povertà.
Soltanto nel 2023 le economie avanzate del Nord del mondo hanno registrato un afflusso netto di redditi da capitale dal Sud del Mondo di circa 1.000 miliardi di dollari. A beneficiare di tale “estrazione” soltanto l’1% più ricco nel Nord globale per oltre 30 milioni di dollari all’ora.
Questo è solo uno dei dati emersi dalle 92 pagine del rapporto Oxfam. Un rapporto che si fatica a leggere, perché restituisce una situazione mondiale estremamente difficile da accettare, sintetizzata bene dal titolo del rapporto stesso: povertà ingiusta e ricchezza immeritata.
Ricchezza estrema e immeritata
Nel 2024 la ricchezza dei miliardari è cresciuta tre volte più velocemente che nel 2023.
Da novembre del 2023 alla fine di novembre del 2024, la ricchezza complessiva dei miliardari è cresciuta, in termini reali, di 2.000 miliardi di dollari.
La stessa Oxfam prevedeva la comparsa del primo trilionario entro un decennio, ma al ritmo attuale di crescita della ricchezza estrema, entro dieci anni i trilionari potrebbero essere 5.
Il patrimonio di Elon Musk, l’uomo più ricco al mondo, è cresciuto, in termini reali, del 31% in 12 mesi, arrivando a superare i 330 miliardi di dollari alla fine di novembre 2024.
Alcuni dati emblematici
Oxfam segnala altri dati emblematici su questi miliardari e la loro ricchezza estrema, come ad esempio:
- Per accumulare la ricchezza di uno dei 10 miliardari più ricchi al mondo non sarebbe bastato risparmiare 1.000 dollari al giorno a partire dai tempi per cui i ritrovamenti fossili confermano la presenza del genere Homo (315.000 anni fa).
- Se uno dei 10 miliardari più ricchi al mondo vedesse evaporare il 99% della propria ricchezza, rimarrebbe comunque un miliardario.
Da dove arriva la ricchezza dei miliardari
Il rapporto Oxfam sulle disuguaglianze pubblicato in occasione del WEF di Davos sfata il mito che i super-ricchi siano ricchi grazie al loro grande spirito imprenditoriale e all’impegno personale. Al contrario buona parte di tali fortune deriva da:
- eredità
- clientelismo
- potere monopolistico delle imprese che dirigono o controllano.
Ricchezza ereditata, non guadagnata
Per la prima volta la quota di ricchezza dei nuovi miliardari derivante da eredità ha superato quella attribuibile all’attività imprenditoriale. Oltre il 36% della ricchezza dei miliardari è infatti ereditata. Si calcola che nei prossimi 20-30 anni è prevista la trasmissione da parte di più di 1.000 miliardari ai propri eredi di patrimoni per un valore complessivo di 5.200 miliardi di dollari.
Relazioni clientelari con il potere pubblico
La ricchezza di molti miliardari è invece figlia del clientelismo, ovvero da relazioni di tipo clientelare con il potere pubblico. Spesso questi utilizzano il loro potere per condizionare alcune scelte dello Istituzioni, al fine di salvaguardare ed estendere la propria ricchezza. Le persone più facoltose infatti dispongono di maggiore potere di manipolazione delle politiche pubbliche, a proprio vantaggio e a scapito dell’interesse collettivo.
Il monopolio settoriale di alcune aziende
Da sottolineare poi il potere monopolistico. I ricavi combinati delle cinque più grandi aziende al mondo sono superiori al reddito aggregato dei due miliardi di persone più povere del pianeta (un quarto della popolazione mondiale). Le aziende monopolistiche limitano le opportunità di ingresso sui mercati per i competitor e soffocano l’innovazione. Il maggior potere di mercato di cui dispongono tende inoltre a ricadere sul mercato del lavoro.
Il report Oxfam cita due esempi di potere monopolistico:
• Jeff Bezos (patrimonio netto: 219,4 miliardi di dollari)53, il co-fondatore di Amazon, beneficiaria di oltre il 70% degli acquisti online in Germania, Francia, Regno Unito e Spagna.54,55
• Aliko Dangote (patrimonio netto: 11 miliardi di dollari), la persona più ricca dell’Africa, detiene un quasi monopolio sul cemento in Nigeria e attività in disparati settori economici in molti Paesi del continente africano.

Più di un secolo per portare la popolazione sopra la soglia di povertà
Nel rapporto che pubblicato Oxfam sulle disuguaglianze, si evidenzia che gli ultimi dati della Banca Mondiale hanno rivelato un rallentamento del ritmo con cui si sta contraendo la povertà estrema negli ultimi anni. Nei Paesi a basso reddito l’incidenza della povertà è superiore a quella registrata prima della pandemia da Covid-19.
La Banca Mondiale e le Nazioni Unite hanno fissato in 2,15 dollari al giorno per persona la soglia della povertà estrema e senza una crescita più robusta e inclusiva ci vorranno decenni per eradicare chi vive in queste condizioni e più di un secolo per portare sopra la soglia di povertà di 6.85 dollari al giorno (parametrata sui Paesi a medio-alto reddito) l’intera popolazione del pianeta. Se le proiezioni si confermassero, verrebbe vanificato l’obiettivo di eradicazione entro il 2030 della povertà estrema stabilito nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, sottoscritta nel 2015 dai 193 governi dei Paesi membri delle Nazioni Unite.
La popolazione mondiale che vive in povertà è diminuita negli ultimi trent’anni, ma il numero di individui che vive sotto la soglia di povertà è poco più di 3,5 miliardi di persone, lo stesso del 1990, quindi il 44% dell’umanità, quasi un individuo su due, vive con meno di 6,85 dollari.