ReMed è il progetto che consente il recupero e il riciclo dei dispositivi medici iniettabili preriempiti per autosomministrazione (come penne per insulina, GLP1 e ormone della crescita, sprovviste di ago), con l’obiettivo di trasformarli in nuove risorse e ridurre l’impatto ambientale. Dalle ‘penne’ monouso a oggetti di uso comune, come sedie e complementi d’arredo, il percorso diventa un modello di raccolta e riciclo del tutto innovativo, per trasformare un dispositivo medico usato da rifiuto a risorsa.
Come funziona
Il progetto è di Novo Nordisk, azienda leader nel campo delle malattie croniche non trasmissibili e delle patologie rare.
Le penne sono consegnate dai cittadini nelle farmacie aderenti e raccolte dai partner territoriali che le conferiscono ogni quattro mesi in centri di stoccaggio. Novo Nordisk, poi, trasferisce i prodotti in Danimarca, una volta l’anno, per completare il ciclo di recupero e trasformarli in materie prime seconde. Le penne monouso, infatti, sono adesso riciclabili fino all’85%.

La collaborazione pubblico e privato
ReMed, oltre ad essere un progetto per il il riciclo dei dispositivi medici iniettabili, rappresenta anche un’ottima sinergia tra pubblico e privato.
In occasione della Giornata della Terra, presso la sede dell’Anci, istituzioni, Comuni e farmacisti si sono ritrovati al tavolo e hanno rilanciato l’economia circolare applicata alla salute, nel quadro della strategia “Circular for Zero – the new era” di Novo Nordisk.
Al centro dell’incontro, un punto chiave: alle nuove sfide della sostenibilità si risponde soltanto con una sinergia fra tutti gli attori del sistema – istituzioni, aziende, comunità – capace di produrre risultati concreti e replicabili. In questa cornice, ReMed è stato indicato come esempio di come un’azienda possa agire da “partner di sistema”, interagendo con stakeholder, cittadini e comunità per accelerare il cambiamento verso un futuro più equo, giusto e sostenibile.

“Il Parlamento può e deve essere un facilitatore della sostenibilità: iniziative come ReMed dimostrano che la collaborazione tra pubblico e privato genera valore concreto per ambiente, salute e comunità – ha osservato Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e promotore dell’iniziativa – L’economia circolare applicata alla salute trasforma i rifiuti in risorsa. Ora serve continuità e un quadro che accompagni progetti scalabili, perché la priorità resta migliorare la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini: è un invito ad agire insieme, perché da soli non basta“.
All’evento sono intervenuti anche Gaetano Manfredi, presidente Anci e sindaco di Napoli, Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi) e Jens Pii Olesen, General Manager di Novo Nordisk Italia.
Un progetto in espansione
ReMed è stato sperimentato con successo in sette Paesi in tutto il mondo (fra cui Brasile, Francia, Danimarca e Regno Unito). Dopo una prima fase sperimentale, oggi, in Italia sono coinvolte 6 regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia), 14 città (Torino, Cuneo, Novara, Milano, Varese, Bologna, Parma, Rimini, Modena, Ferrara, Imola, Roma, Napoli, Bari) e oltre 680 farmacie, con già più di 1,5 tonnellate di rifiuti raccolti.