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Rifiuti edili: l’italia recupera l’80%

Rapporto Rifiuti speciali di Ispra: Italia tra i primi in Europa

Il prossimo 18 luglio sarà pubblicato il Rapporto Rifiuti speciali 2023 di Ispra, ma il Sole 24 Ore ha già anticipato alcuni dati molto interessanti.

Dal settore delle costruzioni deriva il 47,7% del totale dei rifiuti speciali prodotti nel nostro Paese. Di questi l’80,1% di questi viene recuperato e dal 2017 questa percentuale è in continua crescita e ora porta l’Italia tra i Paesi migliori d’Europa, ben sopra l’obiettivo fissato dalla direttiva 2008/98/CE del 70%.

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Un risultato che può ancora migliorare: «I materiali recuperati sono impiegati per lo più in utilizzi di bassa qualità, come riempimenti o costruzione di sottofondi stradali», spiega Lucia Rigamonti, docente del Dipartimento di Ingegneria civile del Politecnico di Milano. «L’aggregato che si produce in Italia non ha la qualità necessaria per utilizzi più nobili, come la realizzazione di fondazioni. Secondo un nostro studio, sulla valutazione ambientale del sistema di gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione in Lombardia, la demolizione selettiva con la separazione dei vari materiali, di base più costosa di quella tradizionale, non porta i benefici che dovrebbe perché non si è sviluppata ancora una filiera. Anche se i materiali sono separati, spesso non è chiaro dove inviarli, o il centro di riciclo preposto è così lontano da non giustificare le spese di trasporto. Così, l’impianto di riciclo non ha un buon rifiuto in ingresso, e il risultato è un aggregato riciclato misto, non di alta qualità, verso cui c’è diffidenza da parte degli acquirenti».

Per migliorare ulteriormente il circolo virtuoso del recupero dei materiali edili, è necessario “incentivare una filiera non più basata sull’estrazione di materiali, ma sulla gestione del loro recupero.” Lo spiega Simone Grasso, country manager di Cyrkl Italia, una startup green tech attiva in 13 Paesi europei che ha creato la più grande piattaforma digitale a livello europeo nel settore, mettendo in evidenza come l’interesse verso questa tipologia di rifiuti è sempre maggiore.

«Da inizio anno quasi mille aziende hanno proposto sul sito oltre 500.000 tonnellate di rifiuti edilizi – spiega  – Abbiamo messo in contatto venditori e potenziali utilizzatori circa nella metà dei casi, per un valore pari a un milione di euro. La maggior parte delle trattative sono state concluse a livello locale, proprio per le caratteristiche di questi rifiuti, che rendono i cicli di recupero molto corti».

Cyrkl offre anche un servizio di consulenza per la demolizione circolare, così da valutare in anticipo tutti gli aspetti connessi al processo.

https://www.isprambiente.gov.it/it/news/predisposizione-rapporto-rifiuti-speciali-edizione-2023

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