Save the Children lancia l’allarme sullo stato di povertà in cui vivono i bambini in Italia. La onlus ha pubblicato la XV edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, dal titolo “Un due tre…stella. I primi anni di vita”, che restituisce una fotografia sconfortante di quella che è la situazione della prima infanzia in Italia.
Il 13,4% delle bambine e dei bambini tra 0 e 3 anni vive in povertà assoluta, e circa 200mila di età compresa tra 0 e 5 anni (8,5% del totale) vivono in povertà alimentare, ovvero in famiglie che non riescono a garantire almeno un pasto proteico ogni due giorni. Oltre la metà risiede nel Mezzogiorno (Sud e isole), dove la percentuale sale al 12,9%.
Nella stessa fascia d’età quasi un bambino su dieci (9,7%) ha sperimentato la povertà energetica, ovvero non vive in una casa con un corretto riscaldamento nel periodo invernale.
Sono 748 mila le famiglie in cui sono presenti minori che vivono in povertà assoluta.
Tutti questi nuclei famigliari si sono confrontati nel corso degli ultimi anni con gli aumenti dei prezzi al consumo di alcuni beni e servizi fondamentali per la prima infanzia.
Dal 2019 al 2023, infatti:
- la spesa per prodotti alimentari per la prima infanzia (latte e pappe) è salita del 19,1% (più dell’aumento dell’inflazione pari al 16,2%);
- il costo per la frequenza degli asili nido è aumentato dell’11,3%, con riferimento in particolare all’offerta privata (mentre per i posti finanziati dai Comuni l’aumento è pari all’1,5%).
L’Atlante, con cui Save the children lancia l’allarme sulla povertà in cui vivono i bambini in Italia, sarà presentato martedì 19 novembre a Roma, presso la sede di Save the Children (Piazza San Francesco di Paola, 9).
Questo report evidenzia le profonde disuguaglianze sociali e territoriali che caratterizzano il nostro Paese, in cui i nuovi nati sono sempre meno e le opportunità, fin dai primi 3 anni di vita, non sono uguali per tutti.