HomeNEWSDati e tendenze“Smart cities: luci e ombre delle metropoli del futuro”

“Smart cities: luci e ombre delle metropoli del futuro”

La ricerca della Rome Business School mostra che sono i piccoli centri urbani gli esempi più virtuosi da seguire verso la strada della green economy.

La Rome Business School, l’istituto fondato nel 2011 che offre corsi di MASTER e MBA sia in presenza che online, ha condotto una ricerca sulla green economy intitolata “Smart cities: luci e ombre delle metropoli del futuro”. L’intento della ricerca è stato quello di focalizzarsi su tre principali punti: la digitalizzazione delle città, la tematica delle “smart cities” – con l’obiettivo di capire quali possano essere i principali ostacoli per la loro attuazione – e la problematica dell’ecosostenibilità degli ambienti urbani.

L’indagine ha evidenziato quanto la pandemia abbia accelerato una necessità che da un po’ di anni si vuole mettere in risalto nel panorama urbano, ovvero la nascita di città che siano smart. Una città si può definire tale quand’è “intelligente”, ovvero quando avanza in campo tecnologico ed ecologico. In questo contesto si inserisce anche la tematica della sostenibilità, poiché una città è smart quando tutte le sue componenti sono in armonia con la natura, ignorando qualsiasi geometria umana. Si continua specificando che le “città intelligenti”, non fanno riferimento solo ai territori urbani ma anche alle zone rurali.  Negli ultimi anni la situazione, soprattutto nelle grandi città, è diventata sempre più difficile. Con il forte aumento della popolazione, i governi non sono stati in grado di gestire adeguatamente la situazione, generando dei gravi problemi di traffico, di cattiva gestione dei rifiuti urbani, d’inquinamento e di scarsa sicurezza.

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I risultati della ricerca hanno evidenziato un dato fondamentale, per alcuni scontato forse, ovvero che ad essere più green sono i piccoli centri urbani piuttosto che le grandi città. L’Italia, infatti, si trova spaccata in due. Da una parte ci sono le città più dinamiche, che viaggiano ad una velocità elevata verso un ecosistema urbano green, particolarmente attente ai servizi di mobilità e alle fonti rinnovabili. Dall’altra parte invece si osservano tutte quelle città molto più arretrare e lente, soprattutto in ambito di gestione dei rifiuti, trasporti e gestione idrica. Vediamo infatti come le città di Roma e Napoli, due centri urbani molto importanti, si trovino rispettivamente all’89° e 90° posto della classifica stilata, rispetto a Trento, Mantova o Pordenone che sono invece in vetta alla classifica. 

A conclusione dello studio, si evidenzia quindi la forte necessità dell’Italia di guardarsi intorno, prendendo le altre città come esempio, per progredire in questo campo avviando progetti e iniziative così da non restare indietro. 


“Chi pensa ancora a città fantastiche dove la tecnologia sarà il fine per raggiungere l’obiettivo, è fuori da ogni realtà, in quanto non ha capito che le città intelligenti sono create per la società, dove la tecnologia è semplicemente lo strumento che ci aiuterà a raggiungere i risultati sperati e affrontare le sfide future.”

(credits: https://www.eticanews.it/wp-content/uploads/2021/09/Ricerca-Smart-Cities-Rome-Business-School.pdf)

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