HomeNEWSPubblicità ingannevoleSpot con Elisabetta Canalis: “Solo acqua a colazione”, legittima la critica

Spot con Elisabetta Canalis: “Solo acqua a colazione”, legittima la critica

Respinto il ricorso di San Benedetto contro Il Fatto Alimentare: la pubblicità può essere contestata

l tribunale civile di Venezia ha respinto il ricorso presentato da San Benedetto contro il sito Il Fatto Alimentare, riconoscendo come legittima la critica giornalistica rivolta a uno spot pubblicitario che vedeva protagonista Elisabetta Canalis. La campagna, intitolata My Secret e trasmessa circa tre anni fa, mostrava l’ex velina svegliarsi al mattino, scoprire di aver bruciato le fette di pane destinate alla colazione e, senza problemi, bere soltanto acqua San Benedetto prima di uscire per andare in ufficio. Il messaggio era accompagnato dalla frase: “Ascolto il mio corpo e bevo acqua San Benedetto, leggera ma con tanti nutrienti preziosi”.

Il messaggio pubblicitario aveva sollevato dubbi e polemiche in merito alla sua correttezza nutrizionale, suggerendo implicitamente che l’acqua potesse sostituire un pasto. A segnalare lo spot all’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP) era stato il sito Aestetica Sovietica, evidenziando la possibile natura fuorviante del messaggio.

- Advertisement -

Lo IAP ha accolto l’istanza, confermando i profili critici dello spot e comunicando a Il Fatto Alimentare che San Benedetto si era impegnata a modificare la comunicazione pubblicitaria. Lo spot è quindi tornato in onda, privato della scena iniziale, considerata la più controversa.

Nonostante ciò, San Benedetto ha ritenuto che i due articoli pubblicati da Il Fatto Alimentare sull’episodio avessero danneggiato la propria immagine e portato a una perdita di clientela. L’azienda ha dunque intrapreso un’azione legale, chiedendo un risarcimento da 1,5 milioni di euro e il ritiro dei pezzi contestati.

Nel primo giudizio dell’agosto 2023, la giudice Lisa Micochero ha respinto la richiesta di rimozione, affermando che gli articoli rappresentavano una forma legittima di diritto di critica, e che la cancellazione avrebbe violato l’articolo 21 della Costituzione, che tutela la libertà di stampa. San Benedetto ha presentato un secondo ricorso nell’ottobre successivo, ma anche questo è stato rigettato.

La sentenza finale conferma che lo spot giocava “sul non detto e sul non mostrato”, lasciando intendere che l’acqua fosse sufficiente per iniziare la giornata, e che la critica del sito fosse fondata. Oltre al rigetto della richiesta di risarcimento, San Benedetto è stata condannata al pagamento delle spese legali.

Un caso che riaccende il dibattito su pubblicità, alimentazione e diritto di critica, sottolineando l’importanza di una comunicazione trasparente nei messaggi rivolti al grande pubblico.

NEWS

Articoli recenti

[wpp stats_views=0]