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Telefono Azzurro ha presentato il dossier sui bambini scomparsi

Oltre il 70% delle segnalazioni riguardano under 18 e di questi il 72% sono stranieri.

Fondazione Telefono Azzurro ha pubblicato il dossier sui bambini scomparsi, proprio in occasione  della Giornata internazionale dei bambini scomparsi che si è svolta il 25 maggio. 

Il Dossier 2026 dal titolo “La scomparsa dei bambini e degli adolescenti nell’era digitale” offre una panoramica della situazione:  sette su dieci hanno meno di 18 anni, sono per lo più stranieri e vulnerabili. L’analisi del fenomeno è stata svolta a livello internazionale, europeo e italiano.

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Nel 2025 in Italia sono state registrate 25.358 segnalazioni di scomparsa, quelle riguardanti minorenni sono 17.942: il 70,8% del totale annuo, a fronte di 17.405 del 2024.  

A livello globale non esiste un numero unico e affidabile dei bambini scomparsi ogni anno. Le fonti disponibili misurano fenomeni diversi e non devono essere sommate, ma lette insieme.

Il dato interessante da leggere è che la scomparsa non coincide solo con il rapimento, ma può assumere forme diverse: 

  • allontanamento volontario
  • fuga da casa o da comunità
  • sottrazione familiare
  • perdita di contatto lungo una rotta migratoria
  • separazione in guerra, tratta, sfruttamento
  • coercizione digitale. 

Il digitale come parte del continuum di vulnerabilità

Il digitale entra nei meccanismi che possono precedere, accompagnare o aggravare una scomparsa. Si parla di grooming (adescamento), sextortion, immagini abusive, child sexual abuse material-csam (termine utilizzato a livello internazionale, che ha sostituito progressivamente le vecchie definizioni come pornografia infantile)  e intelligenza artificiale generativa. 

Foto di Jill Nissen da Pixabay

I dati sui ritrovamenti

La quota di ritrovamento è del 78% tra i bambini italiani e del 42,1% tra quelli stranieri. Questo divario trova una possibile risposta nelle condizioni di vulnerabilità strutturale: assenza di reti familiari stabili, percorsi migratori non conclusi, incertezza documentale, barriere linguistiche, attesa di ricongiungimento e fragilità dell’accoglienza. 

La situazione nel Lazio

Un focus del dossier pubblicato da Telefono azzurro è dedicato al Lazio, dove si concentra il 7,9% delle segnalazioni nazionali di scomparsa registrate nel 2025, ed è la quarta regione per quota dopo Sicilia, Lombardia e Campania. Roma, con il 5,9% delle segnalazioni nazionali, è tra le province con maggiore peso sul totale italiano, è la terza provincia per quota dopo Trapani e Agrigento, confermando il rilievo strutturale della dimensione metropolitana.  

Come ricorda Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro “La scomparsa di un minore non è mai solo assenza, è la rottura, temporanea o prolungata, della rete di protezione che dovrebbe garantirne sicurezza, identità, ascolto e diritti. Per questo i numeri ufficiali raccontano soprattutto la parte emersa del fenomeno: denunce, segnalazioni, contatti alle hotline, casi nei sistemi di accoglienza, ritrovamenti”. 

Telefono azzurro mette l’attenzione anche sul non minimizzare la categoria dell’allontanamento volontario, in quanto un adolescente può uscire di casa apparentemente di propria iniziativa, ma trovarsi dentro una relazione di ricatto, manipolazione, violenza o sfruttamento. Allo stesso modo, un minore straniero non accompagnato che lascia una struttura potrebbe non farlo per libera scelta, ma perché non comprende il percorso di tutela, vuole raggiungere un familiare, teme l’identificazione o è sotto pressione di reti esterne. Per Telefono Azzurro, dunque, la protezione non coincide solo con la ricerca, ma “serve prevenire quando il rischio è ancora leggibile, intervenire quando la scomparsa avviene e accompagnare dopo il ritrovamento, perché le condizioni che hanno prodotto l’allontanamento non si ripetano”.

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