Nel mondo, 1 vittima di tratta o sfruttamento su 4 è minorenne, per un totale stimato di 12,3 milioni di bambini e adolescenti. Di questi, circa 9 milioni sono coinvolti in matrimoni forzati, mentre i restanti subiscono sfruttamento sessuale (1,6 milioni), lavorativo o in attività illecite (1,3 milioni) o lavori forzati imposti da autorità statali (320.000).
Secondo il Dossier “Piccoli Schiavi Invisibili” 2025 di Save the Children, presentato in occasione della Giornata mondiale contro la tratta, la situazione è in peggioramento. Nel 2022, i minori rappresentavano il 38% delle vittime identificate di tratta a livello globale, oltre 26.000 casi. Il dato è in aumento del 31% rispetto al 2019.
L’incremento riguarda:
- Ragazze vittime di sfruttamento sessuale, soprattutto in Europa;
- Ragazzi coinvolti nel lavoro forzato, in particolare in Nord America;
- Un forte aumento in Africa Sub-Sahariana.
Le crisi globali – guerre, disastri ambientali, instabilità economica, disuguaglianze – alimentano lo sfruttamento minorile. Le reti criminali si adattano rapidamente e oggi operano anche online, grazie a social media, messaggistica criptata, criptovalute e piattaforme anonime.
Si parla sempre più di e-trafficking, ovvero l’uso sistematico delle tecnologie digitali per:
- Adescare, reclutare e controllare le vittime;
- Organizzare trasporti e pagamenti;
- Distribuire materiale di abuso sessuale online.
Oggi lo sfruttamento online e quello offline sono strettamente connessi: può iniziare in chat e proseguire dal vivo, o viceversa. Il fenomeno colpisce sempre più minori europei sfruttati nei propri Paesi. L’età delle vittime si abbassa, con casi anche tra i 9 e gli 11 anni.
La “gamification dello sfruttamento” rappresenta una nuova frontiera: le dinamiche di gioco online (ricompense, livelli, sfide) vengono usate per coinvolgere i minori in attività illecite o sessuali, spesso senza che ne percepiscano la gravità.
Tra le tecniche più usate:
- Grooming online (manipolazione emotiva per ottenere immagini o obbedienza);
- Ricatto tramite immagini intime;
- Produzione e diffusione di contenuti abusivi con IA.
Le caratteristiche del digitale – anonimato, decentralizzazione, opacità finanziaria – ostacolano le indagini e rendono più difficile il contrasto.
Nel 2023, in Europa:
- I minori rappresentavano il 12,6% delle vittime accertate;
- Le bambine erano il 57%, con sfruttamento sessuale nel 60% dei casi;
- I bambini erano sfruttati soprattutto nel lavoro forzato (45%);
- L’81% delle vittime minorenni era cittadino UE, e l’88% è stato sfruttato nel proprio Paese.
In Italia, il fenomeno è perlopiù sommerso, ma coinvolge:
- Minori stranieri, intercettati lungo le rotte migratorie;
- Minori italiani, in contesti familiari o sociali fragili;
- Vittime di sfruttamento sessuale, lavorativo, domestico o criminale.
Save the Children sollecita:
- Individuazione tempestiva delle vittime minorenni;
- Supporto personalizzato (assistenza medica, legale, psicologica);
- Formazione degli operatori su rischi digitali e uso dell’intelligenza artificiale;
- Maggiore cooperazione europea e investimenti in prevenzione e ricerca.