In occasione del mese della Consapevolezza sulla Salute Mentale, Unobravo ha lanciato una campagna narrativa per parlare di terapia al pubblico maschile, .
Si chiama “Unobravo for Men” e ha un titolo volutamente provocatorio che punta a mettere in discussione l’idea ancora molto diffusa – soprattutto tra gli uomini- che la terapia sia qualcosa di distante, non necessario, o semplicemente “non per sé”.
Sulla landing page dedicata alla campagna si legge:
“Unobravo For Men” è una campagna nata per parlare di qualcosa che nell’universo maschile viene considerato normale da troppo tempo: tenersi tutto dentro, non chiedere aiuto e parlarne quando è troppo tardi. Per anni, tutto questo è stato scambiato per forza, nascondendo la solitudine che si porta dietro. È un fenomeno che ha un costo reale, anche quando non ce ne accorgiamo. Allora, ne parliamo?
La campagna outdoor
Oltre alla landing page è stata realizzata una campagna outdoor, in cui ogni soggetto, contiene una frase che, a una prima lettura, suona come una dichiarazione di controllo e autosufficienza: “Non sto così male“, “Funziono meglio sotto pressione“, “Voglio diventare padre” – ma che, ripetuta cambia e diventa: “Sto così male che non ce la faccio più“, “Sotto pressione mi manca l’aria“, “Diventare padre mi fa paura“.
La cartellonistica presenta una sola frase con le due verità, come se si fosse in un loop mentale che cerca di reggere finché non si cede alla verità.

Il coinvolgimento dei creator
In parallelo alla comunicazione outdoor, è stata attivata un’azione di creator seeding. Dei creator selezionati ricevono una “Unobravo for Men” box che, nell’atto stesso dell’apertura, rivela il gioco narrativo alla base della campagna. All’interno, insieme ai materiali di brand, trovano un mazzo di carte – sviluppato dal team clinico di Unobravo – con frasi e domande progettate per portare il fruitore a interrogarsi sul proprio modo di vivere e intendere la mascolinità: il rapporto con le emozioni, il peso delle aspettative, la difficoltà di chiedere aiuto.
La ricerca di Unobravo con Ipsos Doxa
La fotografia scattata dal MINDex 2026 – Il Barometro del Benessere Mentale degli Italiani, realizzato da Unobravo con Ipsos Doxa – ha fatto emergere come “solo 1 italiano su 4 è stato educato alle emozioni ma oltre tre quarti sostengono che l’educazione emotiva ricevuta ha influenzato il loro modo di relazionarsi con gli altri. Uomini più sicuri delle donne rispetto alla propria competenza emotiva ma anche più riluttanti a prendersi cura del proprio benessere psicologico. E la consapevolezza, nella maggior parte dei casi, non si traduce in capacità di gestire le situazioni emotivamente difficili.”
Lo studio racconta un universo maschile che si percepisce “molto consapevole” della propria emotività (40%), “ma rimane comunque prigioniero dell’impulsività e fatica ancora a gestire i propri stati emotivi e i comportamenti che ne conseguono, con solo il 15% che afferma di riuscire a farlo pienamente”.
Se da una parte oltre il 60% degli uomini sostiene di aver ricevuto supporto emotivo in famiglia, d’altro in caso di necessità solo 1 uomo su 3 chiederebbe aiuto senza difficoltà a un professionista (contro oltre la metà del campione femminile).
La campagna vede la collaborazione con Mica Macho, no-profit impegnata nella decostruzione degli stereotipi maschili e nella promozione di modelli di mascolinità più liberi e consapevoli.